martedì 5 marzo 2013

OFFICINE E FERRIERE NELLE VALLI

Intorno al ‘400 nella valle delle Camerate, la famiglia De-Cameratis gestiva officine per la lavorazione del ferro e del rame ,sfruttando la forza motrice idraulica del torrente Toscolano e l’enorme quantità di carbone che era ricavata dai monti circostanti. Le officine erano ubicate alcune alle Camerate, altre più a nord, alla confluenza nel torrente Toscolano dei suoi affluenti, ed altre ancora in località  Covoli. In genere producevano attrezzi agricoli e domestici, ferri da taglio e per animali e chiodi di svariate dimensioni.
            La materia prima proveniva dalle vicine valli ed era trasportata da nord seguendo il corso del torrente, lungo una strada mulattiera. Era questa l’unica via che, per secoli, collegava il lago con la montagna tra i luoghi di produzione del ferro e quelli di lavorazione e smercio.
            Nel secolo successivo la famiglia De-Cameratis si trasferì a Desenzano e ne occupò il suo posto la famiglia Assandri di Gaino, soprannominata Delay, già proprietaria di una fabbrica di carta, la quale sviluppò notevolmente quest’attività creando fonderie e magli per la costruzione di bombarde, ancore e catene che erano fornite alla flotta veneziana, ricavandone alti profitti.
            Per le sue benemerenze in questo campo, fu fatta nobile dalla Repubblica Veneta. Ebbe palazzi a Brescia e Venezia mentre a Toscolano costruì il Palazzo al porto (ex Maffizzoli) nel quale fu inserita una galleria d’arte con numerosi quadri del Celesti (ora presso la sede del CAB a Brescia) che per diversi anni fu anche loro ospite.Un certo Tonoli continuò poi, per un po’ di tempo, l’attività lasciata dai Delay.
            Certo Tonoli continuò poi, per un po’ di tempo, l’attività lasciata dai Delay.
       Dopo il 1750 divennero proprietari di queste ferriere i Bottura di Gardone. Successivamente, tramutatesi in chioderie, passarono di proprietà dei Visintini di Toscolano che le svilupparono notevolmente, tanto da occupare più di 150 operai.
            Altre due officine e magli per la lavorazione del ferro funzionarono nella valle delle Cartiere, di cui una ricordata dal Fossati, era ubicata in località “Quattro ruote”, nell’interno di una gran caverna.
         Con l’avanzare della grande industria meccanica queste officine furono sopraffatte e dovettero soccombere alla concorrenza e all’avanzare della rivoluzione industriale.

                                                                                                 Andrea De Rossi
           

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