mercoledì 13 marzo 2013

GIUSEPPE ZANARDELLI madernese di adozione




Il 26 dicembre 2003 ricorreva il centenario della morte di Giuseppe Zanardelli, avvenuta  nella sua villa in località Bornìco di Maderno.
Zanardelli nacque a Cortine di Nave il 29.10.1826 e fu il primo di ben quindici figli di cui quattro però non superarono la prima infanzia. Quale figlio di un funzionario dell’Amministrazione Austriaca, frequentò gratuitamente l’Imperial Regio Convitto di Santa Anastasia a Verona per gli studi superiori. Passò poi al collegio universitario Ghisleri di Pavia dove si laureò e nel quale frequentò amici importanti fra i quali i fratelli Cairoli.
Sempre insofferente al dominio austriaco, partecipò attivamente alla lotta contro gli austriaci. Come patriota fu legato da grande amicizia a Giuseppe Garibaldi con il quale s’incontrò a Como il 2 giugno 1859.
Entrato nella politica, dalla parte della sinistra liberale, nelle prime elezioni del 1860 fu eletto alla Camera nel collegio di Gardone V.T., successivamente aggregato a quello di Iseo. Nel 1860 fondò il suo giornale “La Provincia”, contrapposto alla “Sentinella” e più tardi alla “Voce del Popolo”. Nel 1876 fu nominato ministro dei Lavori Pubblici del Governo De Pretis, nel 1878 dell’Interno,  dal 1881 al 1883 e nuovamente dal 1887 al 1891 al Ministero di Grazia e Giustizia. Durante quest’ultimo incarico legò il suo nome al Codice Penale varato nel 1890, che rimase in vigore nel Regno fino al 1925 e nel quale, per la prima volta in Italia, fu prevista l’abolizione della pena di morte. Fu anche Presidente della Camera dei Deputati dal 1898 al 1899 e Presidente del Consiglio dal 15 febbraio 1901 al 29 ottobre 1903, quando, per gravi motivi di salute, dovette rassegnare le dimissioni cedendo il posto a Giolitti. Infatti, dopo solo due mesi, morì nella sua villa di Maderno.
Nel 1889 fu affiliato alla Loggia Massonica del Grande Oriente. Fu apertamente anticlericale, ma è da ricordare che gli ultimi giorni della sua vita fu assistito moralmente da Monsignor Geremia Bonomelli, Vescovo di Cremona, al quale era legato da affettuosa amicizia. Il Vescovo di Brescia, Monsignor Corna Pellegrini, concesse per lui i funerali religiosi. La salma dello statista fu trasferita da Maderno a Brescia con il tram. Giunta a Porta Venezia fu trasportata al Cimitero Vantiniano da un folto corteo di folla attraverso la città. Al seguito del funerale, avvenuto il 30 dicembre 1903,

                                                                                                                 Andrea De Rossi

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