mercoledì 13 marzo 2013

CIPPO IN VALLE CARTIERE CHE INDICA LA STRADA PER VALVESTINO

STRADA TOSCOLANO-VALVESTINO MAI REALIZZATA

            Percorrendo a piedi la valle delle cartiere, ora più attraente ed interessante dopo i lavori di sistemazione, è possibile scorgere alcuni particolari  aspetti che altrimenti sfuggirebbero alla nostra attenzione.
            In questo caso mi riferisco ad un cippo in pietra posto sul muretto sinistro del ponte del Vago sul quale appare la seguente dicitura:
MCMXVIII
VII ARMATA - DIREZIONE LAVORI
XV ZONA
PER VALVESTINO E CAPOVALLE

            Tale cippo vuol ricordare che nel 1918, in piena guerra mondiale, a cura dall'Autorità Militare ed a scopo strategico, fu iniziata la costruzione di una strada camionabile. Questa partendo  dal ponte del Vago, seguendo nel primo tratto l'antico sentiero che conduceva a Seasso, doveva portare fino a Turano di Valvestino. Il tracciato che seguiva era pressappoco quello della vecchia mulattiera, con la differenza che questa sarebbe stata più breve in quanto evitava il lungo giro per Gaino. Lo scopo era quello di realizzare la congiunzione della Valle Sabbia con la Riviera Benacense, attraverso il valico di Capovalle.
            Già il primo tronco, con inizio al ponte del Vago, era stato costruito per circa mille metri ed era giunto fin quasi sopra i Covoli,  quando la fine della guerra pose fine ai lavori iniziati dai militari.
Dopo circa 80 anni questo primo tratto di strada è quasi scomparso, un po’ spazzato via dalle frane ed un po’ invaso dalla vegetazione.
     Il motivo della scelta di questo percorso era giustificato dal fatto che in quel tempo non esisteva ancora la strada Navazzo-Turano, realizzata solo nel 1932, perciò la via più breve era quella che seguiva il corso del fiume che doveva sostituire la vecchia mulattiera che dalla Valvestino (mt.605) scendeva al ponte della Cola (mt.404) e da qui risaliva il versante sinistro del fiume e raggiungeva la frazione di Formaga e Navazzo. Un sentiero proseguiva portando fino alla mulattiera che, attraverso la Bocchetta di Verzelina, metteva in comunicazione Navazzo con le Camerate e quindi Gaino e Toscolano.
            Dopo la fine della guerra trascorsero altri quattro anni e solo nel 1922 il Comune di Toscolano (Toscolano-Maderno nacque nel 1928) unitamente ai comuni di Bolone,Turano, Armo e Magasa ripresero in mano la pratica e affidarono l'incarico agli Ingg.Trebeschi,Cozzaglio,  Berlucchi, nonché al Prof.Arturo Cozzaglio di redigere  un nuovo progetto per la "costruzione della strada d’allacciamento della  Val Vestino ai porti lacuali di Maderno e Gargnano" .In linea di massima, doveva seguire il tracciato di quella già scelta dai militari nel 1918, con esclusione del primo tratto che, anziché scendere nella Valle delle Cartiere al ponte del Vago,sarebbe passata attraverso Gaino e Pulciano. Questa modifica avvenne in seguito all’opposizione degli abitanti di Gaino, condivisa peraltro anche dall'Amm.ne comunale di Toscolano, i quali affermavano che la frazione sarebbe stata tagliata fuori se si seguiva il vecchio progetto.Inoltre "il tracciato per la valle delle cartiere passerebbe in località angusta e pericolosa che sta per essere abbandonata dalle industrie e da ogni attività umana trasformandosi in un mucchio di rovine senza possibilità alcuna di prossimo nè di lontano risorgimento",come indicato nella relazione tecnica. Infatti già nel 1922 le industrie esistenti nella valle l'avevano in buona parte abbandonata.  Il nuovo tracciato proposto  avrebbe attraversato due popolose frazioni e sarebbe passato attraverso le campagne che in avvenire sarebbero divenute fabbricabili, ciò che poi è avvenuto.
            Il costo preventivato per quest’opera si aggirava intorno ai quattro milioni da suddividere così: il 50% era a carico dello Stato, una parte a carico delle Province di Brescia e di Trento ed il rimanente, di circa un milione, a carico dei comuni interessati.

                                                                                                        Andrea De Rossi


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