martedì 5 marzo 2013

I CONTI FIORAVANTI-ZUANELLI DI MESSAGA


                        Nel secolo XVII si costituì a Messaga il ceppo delle due famiglie Fioravanti e Zuanelli. Altri due rami della stessa famiglia abitavano a Toscolano e furono fabbricanti di carta,uno presso il ponte vecchio (la casa Franceschini-Ragozzi porta tutt'ora sull'alto della facciata lo stemma di famiglia, simile a quello in pietra posto sul grandioso ingresso della casa di Messaga)e l'altro in Piazzuole.
            Il motivo dei due cognomi uniti è presto chiarito: una Zuanelli aveva sposato un Fioravanti e quando il pro zio Domenico, ultimo del ramo Zuanelli, morì, lasciò eredi Bortolo e Francesco Fioravanti che aggiunsero al loro cognome quello del testatore.
            I Fioravanti provenivano da Salò dove esercitavano il commercio dei legnami e provvedevano anche alle forniture militari alla repubblica veneta. Per tali meriti vennero nominati Conti nel 1650.
            Gli Zuanelli,invece, erano originari di Toscolano e gestivano numerose ed importanti cartiere. Nel 1720, dai dati catastali dell’epoca,risultano proprietari delle seguenti: 2 alla Religione, una a Luseti, una a Caneto, una alle Quattro Ruote, una in località Lupo, una in Maina e una al Ponte vecchio di Toscolano. Quest’ultima apparteneva originariamente ai Monselice, successivamente, agli Zuanelli i quali la passarono agli Andreoli e, infine, divenne dei Vetturi. Solo dal 1782 le due cartiere della Religione figurano intestate ai Co.Fioravanti-Zuanelli, mentre per le altre sei risultavano proprietari i vari Zuanelli.
 Anche le cartiere di A.Maffizzoli furono originariamente di loro proprietà. Associati con i Fioravanti, entrarono nelle fila dell'alta aristocrazia per l'entità delle loro fortune e riuscirono a stabilire vantaggiosi accordi commerciali per aumentare l'esportazione di risme di carta in tutto il Mediterraneo.
            La famiglia Fioravanti-Zuanelli aveva a Messaga una vasta fattoria con un palazzotto che fu la loro originaria dimora. Recentemente è stato ristrutturato e trasformato in condominio pur rispettandone l'architettura e le caratteristiche originarie. Durante questi lavori, all'interno dell'edificio, sono venuti alla luce diversi affreschi  riproducenti lo stesso stemma gentilizio della famiglia  che si ritrova sul bellissimo portale in pietra all'ingresso del palazzo,nonchè una data:1667, che si presume quella di costruzione dell'edificio.Altri due portali simili ed un altro parzialmente demolito si possono ammirare nel terreno prospicente, che faceva parte della loro fattoria.
 La stessa famiglia possedeva una casa anche a Portese e a Polpenazze la grande villa delle Posteghe dove, durante la R.S.I. il M.llo Graziani vi installò il Ministero delle Forze Armate. Grazie alle loro possibilità economiche, si occuparono anche di edificare ed ampliare Chiese e Cappelle. La Chiesetta di S.Antonio del XVII secolo fu costruita ed arredata da loro.Inoltre nel 1744 nella chiesa di S.Nicolò di Cecina furono aggiunte due cappelle a cura di G.Maria Zuanelli dinnanzi alle quali vi sono le loro tombe decorate con gli stemmi gentilizi, dedicate al S.Rosario ed ai Santi Domenico,Alessio e Andrea Avellino.
            Fra i membri della famiglia Fioravanti-Zuanelli c'è da ricordare un personaggio storico conosciuto in tutta la riviera: il Conte G.Battista (1756-1830). Nel 1797 fu l'anno in cui cadde la repubblica veneta e si costituì la Repubblica bresciana, trasformata poi in Cisalpina. Egli venne eletto per acclamazione generale a capo del gruppo insurrezionale di Salò al quale si aggiunse anche quello della Vallesabbia, a difesa della repubblica veneta. In un primo tempo vinse i bresciani ma poi dovette abbandonare il campo travolto dalle forze regolari francesi. Gli furono confiscati tutti i  beni e, infine,dovette prendere la via dell'esilio con tutta la  numerosa famiglia, finendo i suoi giorni nella miseria.

.Bibliografia: “Distinte famiglie di Riviera” di Donato Fossati – Tip. Devoti Salò – 1941
                                                                                                                                      Andrea De Rossi

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