giovedì 7 marzo 2013

LA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA A TOSCOLANO MADERNO

ORIGINI DELLA R.S.I.
Il 25 luglio 1943 cade il Fascismo per decisione del Gran Consiglio e Mussolini non solo deve lasciare la sua alta carica, ma viene preso ed imprigionato. Verrà poi portato a Campo Imperatore sul Gran Sasso dove rimane fino al 12 settembre 1943, data in cui i tedeschi, con un colpo di mano, a mezzo di un piccolo aereo, lo liberano.
L’Italia, in quel periodo, è praticamente divisa in due parti. Il sud è occupato dagli alleati da poco sbarcati sulle nostre coste ed il nord dal governo Badoglio e dai soldati tedeschi. Badoglio chiede, segretamente, agli alleati l’armistizio che viene annunciato anticipatamente l’8 settembre via radio creando così un pericoloso caos. La stessa sera Badoglio insieme al re Vittorio Emanuele III e numerosi ufficiali e funzionari abbandonano Roma per raggiungere Brindisi. I tedeschi, che già occupano l’Italia come alleati, prendono in mano la situazione militare e politica sentendosi traditi.
Mussolini quindi è  liberato in questo difficile momento politico e militare e dai tedeschi è trasferito subito a Monaco di Baviera dove viene accolto dai suoi ex gerarchi Pavolini, Buffarini, Farinacci ed altri che si erano rifugiati dopo il 24 luglio. Dopo un incontro con Hitler, Mussolini si rivolge al popolo italiano attraverso radio Monaco confermando la sua volontà di riprendere le armi a fianco della Germania. Riprende nuovamente la direzione del fascismo e nomina Pavolini segretario del Partito e Ricci Comandante della Milizia Fascista. Rientra in Italia il 23 settembre stabilendosi provvisoriamente alla Rocca delle Caminate (Predappio) dove il giorno 27 dello stesso mese tiene il primo Consiglio dei Ministri. Emana quindi il seguente comunicato: “In conformità alle decisioni adottate dal primo Consiglio dei Ministri dell’Italia Fascista Repubblicana di trasferire la capitale nel nord della penisola, il Governo Italiano si è stabilito in una città situata nelle vicinanze del Quartier Generale dl Duce”

Il 10 ottobre 1943, (altri affermano che sia stato il giorno 8 o l'11 )per volontà dei tedeschi, Mussolini si trasferisce a Gargnano accompagnato da Renato Ricci e dal nipote Vito Mussolini. Nei giorni successivi viene raggiunto dalla moglie Rachele e dai figli Romano e Anna Maria.
Nasce così la cosiddetta “Repubblica di Salò” anche se a Salò vengono sistemati soltanto il Ministero degli Esteri e quella della Cultura Popolare nonché l’Agenzia di stampa ufficiale Stefani.
Gli altri organi del nuovo stato fascista sono sparsi, oltre che nella Riviera del Garda anche in numerose altre località dell’Italia settentrionale.
A Toscolano Maderno trovano la loro sede il Ministero dell’Interno e la sede del nuovo Partito Fascista Repubblicano. 

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE VIENE INVESTITA DA NUMEROSE INCOMBENZE
In quel periodo è gestita dal Commissario Prefettizio, Avv. Ignazio Maffizzoli che viene  nominato dopo il 25 luglio 1943 per sostituire  il Podestà fascista Dott. P.L.Valdini di Salò. Successivamente lo stesso Maffizzoli è sostituito da un personaggio nominato dai nuovi arrivati, nella persona del Dr. Ezio Careri, persona gentile e affabile che attirò la simpatia dei cittadini.  Il 29 aprile 1944 prende il suo posto il Dr. Aristodemo Bevilacqua, funzionario statale romano che vi rimase fino all’aprile 1945.
Sono in grado di descrivere questi particolari perché dal febbraio 1943, dopo aver lasciato l’impiego di Milano a causa dei bombardamenti aerei, trovai un impiego in Comune all’Ufficio Annonario e quindi ho assistito personalmente a questi straordinari avvenimenti politici ed amministrativi.

Veniamo quindi ad esaminare quanto è avvenuto in quel periodo

  -   PRIMI PROVVEDIMENTI ADOTTATI DAL COMUNE

Primo adempimento che deve affrontare d’urgenza il comune di Toscolano Maderno è quello riguardante la requisizione degli edifici e appartamenti per ospitare gli Uffici Ministeriali e la Sede del Partito Fascista nonchél’ospitalità dei dipendenti e delle  loro famiglie, di questi uffici.
         Il comune deve segnalare alla Prefettura di Brescia gli immobili scelti, che poi emana il Decreto di requisizione, documento necessario per ottenere, da parte dei proprietari, il pagamento del canone d’affitto.
         Gli alberghi e gli appartamenti requisiti fino al 28 aprile 1944 risultano 180. In questo periodo, alla popolazione legale di 6124 abitanti, si aggiungono 816 sfollati provenienti dalle varie città e 841 persone che lavorano per il Ministero dell’Interno e del Partito Fascista, senza, naturalmente, tener calcolo dei vari militari
 – PRINCIPALI EDIFICI REQUISITI
 - EDIFICIO SCOLASTICO CAPOLUOGO

Uno dei primi edifici requisiti è quello delle scuole elementari del capoluogo in quanto idoneo ad ospitare il Ministero dell’Interno.
Subito si è provveduto a  mimetizzare le pareti esterne per renderlo meno visibile da parte degli aerei nemici. Il primo Ministro dell’Interno fu BUFFARINI GUIDI GUIDO al quale succede, dal 21.2.1945, VALERIO ZERBINO. Entrambi saranno poi fucilati. Zerbino a Dongo il 28.4.1945 e Buffarini a Milano il 31.5.1945.
Intanto da Roma cominciano a giungere numerosi autocarri carichi di documenti appartenenti al Ministero dell’Interno. Ma la difficoltà maggiore è quella di far seguire anche i relativi burocrati, piuttosto restii a lasciare la capitale. Ma, quando nell’ordine di servizio vengono indicati i benefici economici che sarebbero stati concessi a coloro  che si trasferivano nel nord, tutti si convincono. Si trattava di ricevere, oltre lo stipendio, una diaria intera per tutto il periodo della sistemazione: quattro mensilità a chi lasciava la famiglia a Roma, due a quelli che se la portavano con sé ed un’indennità a tutti per sede disagiata. Per i renitenti era previsto il licenziamento e la denuncia alle autorità tedesche.

 – VILLA GEMMA A MADERNO

         Nella villa Gemma situata a Maderno in Via Roma, di proprietà della famiglia Triboldi di Brescia, vengono ospitati il Ministro dell’Interno BUFFARINI Guidi Guido e quello dell’Educazione Nazionale Carlo Alberto BIGGINI. A fianco di questa villa si provvede subito alla costruzione di un rifugio antiaereo che si inserisce nella montagna retrostante. Naturalmente lo stesso è strettamente riservato ai due personaggi politici che vi abitano ed al loro seguito.


  LA EX VILLA BIANCHI, DIVENUTA BENONI, E’ SCELTA PER LA SEDE DEL P.F.R.

         Per la sede del nuovo Partito Fascista Repubblicano viene requisita la ex villa Bianchi, in quel tempo divenuta di proprietà Benoni, che si trova in Piazza Maderno angolo via Aquilani (successivamente divenuta Albergo Golfo).
         L’Ufficio personale di Alessandro PAVOLINI,  segretario del nuovo Partito Fascista repubblicano, è collocato al primo piano con terrazza rivolta sul lago. Da pochi mesi il celebre pittore salodiano Landi aveva terminato di decorare con preziosi affreschi il giro scala che porta al primo piano nonché altri locali. Alla guardia di questo edificio si alternano Giovani Fascisti ed Agenti di Polizia.
         In Via Aquilani, di fronte a questo edificio, il 29 marzo 1944 inizia la costruzione di un rifugio antiaereo che sbocca più a sud, sotto il giardino della famiglia Dubbini. Questo nuovo rifugio è aperto a tutti i cittadini.
         Durante la sua permanenza a Maderno Pavolini partecipò personalmente a diversi rastrellamenti di “ribelli”. Fu, infatti, in occasione del rastrellamento  del 12 agosto 1944 avvenuto in Piemonte che lo stesso venne ferito seriamente al fondo schiena. In questa occasione parteciparono Valerio Borghese ed il Ten.Col.Quagliata. Quest’ultimo venne colpito mortalmente e la sua salma fu trasferita nel Cimitero di Maderno. 

 LA VILLA CAVALLERO VIENE REQUISITA PER PAVOLINI

         La villa degli italo-americani Cavallero, che si trova sul Lungolago di Maderno, ora divenuta proprietà di un cittadino russo, viene requisita ed occupata da Alessandro PAVOLINI segretario del nuovo Partito Fascista Repubblicano Poiché ha la necessità di avere a disposizione un Ufficio attrezzato, un gruppo di giovani delle Brigate Nere preleva il necessario dall’Ufficio del Segretario Comunale Dr.Baccini.
Lo stesso materiale (mobili ed accessori) fu poi ricuperato dal Comune dopo il 25 aprile 1945.

DA BONASPETTI IL REPARTO DI POLIZIA

Nell’ex essiccatoio della carta, fra la fabbrica del ghiaccio Bonaspetti e la chiesetta dell’Immacolata in Via Promontorio a Maderno, dopo alcuni lavori di adattamento compresa la scala esterna in legno, viene ospitato il Reparto Autonomo di Polizia. Al primo piano vengono collocati l’Ufficio Comando, l’infermeria e la camerata per ospitare gli Agenti in servizio, mentre il piano rialzato è trasformato parte in mensa e parte in magazzino. All’ingresso di questo edificio, a sinistra, sulla seriola è stato costruito un piccolo locale che viene adibito a camera di sicurezza, che fu demolito alla fine della guerra.


  ISTITUTO CREMONESE



Questo grande edificio diventa la “Foresteria” del Ministero dell’Interno. Qui è ospitato il Ministro dell’Interno, succeduto a Buffarini, Valerio ZERBINO e tutti gli altri funzionari dello stesso Ministero che non hanno trovato posto altrove. Zerbino verrà fucilato a Dongo il 28 aprile 1945 e la sua salma esposta a Milano in Piazzale Loreto insieme a quelle di Mussolini e degli altri gerarchi.


 VILLE BASSETTI E MIMOSA OCCUPATE DAI TEDESCHI

La villa Bassetti, al confine con Fasano, ospita l’Ambasciata tedesca. Anche a villa Mimosa si installa un comando tedesco presso il quale il Cap. Heinrich Dieme svolge la sua attività il quale si trattiene a Maderno anche dopo la fine della guerra con la moglie fino alla sua morte avvenuta nel 1981.
Il 4 dicembre 1944 aerei alleati bombardano villa Bassetti distruggendone la torretta che non fu più ripristinata e provocando un morto e due feriti gravi fra i tedeschi.


 L’AMBASCIATORE RAHN A VILLA BASSETTI

L’ambasciatore tedesco Rahn presenta le sue credenziali al Duce l’11 dicembre 1943; ha come segretario un certo Reichert che è sempre in collegamento con la segreteria di Mussolini. L’ambasciatore è molto amico di Graziani e sarà il supervisore del manifesto politico contenente i 18 punti fissati a Verona dalla R.S.I.
Dopo il trasferimento a Milano di Mussolini nell’aprile 1945, lo segue per convincerlo – senza esito – a ritornare a Gargnano. E’ lui che trasmette ad Hitler tutti i testi delle telefonate da e per Mussolini  
 CONSOLE RIGGIO A VILLA SIRENELLA



La villa Sirenella, situata a Maderno in Via Aquilani, ospita il Console della Milizia Fascista Gian Battista RIGGIO con tutta la sua famiglia. E’ un personaggio passato alla storia per aver partecipato, come membro, al Tribunale Speciale di Verona dove sono stati condannati a morte cinque gerarchi del Gran Consiglio del Fascismo che con il loro voto contrario fecero cadere Mussolini il 25 luglio 1943, fra i quali c’era anche Galeazzo CIANO, genero di Mussolini.

 UNA PAUSA ROMANTICA DI UN SOLDATO DELLA SS

In quel tempo feci la conoscenza di un giovane tedesco della SS, un certo WERNER il quale tutti i giorni, a piedi, giungeva da Gardone dove era in servizio presso  Villa Alba, perché si era innamorato della figlia del Console RIGGIO che abitava vicino a casa mia. Ci trovavamo e facemmo amicizia. Lui insisteva per rimanere sempre di fronte a Villa Sirenella dove abitava la ragazza, nella speranza, rimasta inattuata, di scambiare con lei qualche parola. In genere ci rifugiavamo sul terrazzo della darsena, ora trasformata in ristorante, dove è stata scattata questa foto e passavamo così il nostro tempo libero. In tempo di guerra poteva bastare.


 LA VILLA DEL SERRAGLIO A ROLANDO RICCI

In questa villa, immersa nel verde del parco del “Serraglio”, viene ospitato ROLANDO RICCI  Lorenzo proveniente da Roma che riveste la carica di Capo Gabinetto al Ministero dell’Interno, con la moglie e due figli.
Un grave lutto colpisce questa famiglia il 30 giugno 1945, poco più di un mese dalla fine della guerra, quando il figlio Bernardo di cinque anni, giocando da solo intorno alla villa, cade in una vasca colma d’acqua affogando.

 REQUISIZIONE ALBERGHI E LOCANDE

Vengono requisiti, oltre gli appartamenti, anche i seguenti Alberghi, Locande e Trattorie nei quali sono istituite  mense militari e civili:
-         Albergo Maderno
-         Albergo Milano
-         Albergo S,Marco
-         Trattoria Frasca (poi divenuta Bologna)
-         Trattoria Mio Soggiorno
-         Ristorante Zanardelli (Caffè Turco)
-         Ristorante Centrale
-         Trattoria Giardino
-         Albergo Cavallino Bianco
-         Trattoria Lancia
-         Trattoria Baghet
-         Trattoria Capuccini Filippo di Gaino

-         Mense militari
-         Presso edificio scolastico capoluogo per Agenti P.S. in servizio al Ministero Interno
-         Presso edificio Bonaspetti per Agenti P.S.
-         A queste mense viene assegnata doppia razione di viveri in confronto a quella dei singoli cittadini

In quel periodo, tenendo conto anche dei militari, la popolazione  aumenta di più di un terzo, per cui si verificano inconvenienti nella fornitura dei servizi essenziali.
ACQUEDOTTO – vengono installate due elettropompe, una a Gaino e l’altra nel capoluogo per aumentare la disponibilità di acqua.
ENERGIA ELETTRICA – sono costruite cinque cabine elettriche di trasformazione della corrente in tutto il comune.
GAS – dal 29.4.1944 cessa l’afflusso di gas da Salò per assoluta mancanza di carbone, per cui la gente deve arrangiarsi con la  legna da ardere ricavata dalle nostre montagne.


   DIFESA ANTIAEREA

Viene installata in Via Cavour una sirena d’allarme per segnalare incursioni aeree. Poi per ripararsi da eventuali attacchi aerei vengono costruiti d’urgenza 6 rifugi scavati nella collina retrostante i paesi. Il primo, riservato solo ai Ministri Buffarini e Biggini posto a fianco della villa Gemma. Gli altri 5 sono a disposizione dei cittadini e precisamente:
1 in Via Aquilani a Maderno
1 in Via Fontane a Maderno
1 dietro le Scuole del capoluogo (Ministero Interno)
1 nella Via per Gaino (Remignac)
1 in Via Galliani a Toscolano (Soffièt) con uscita sulla strada Statale

Con un  manifesto il Commissario Prefettizio di Toscolano-Maderno, Dr. Bevilacqua ,avverte la popolazione che, dal 20 marzo 1944, verranno iniziati i lavori di costruzione del rifugio antiaereo di Via Aquilani, le cui due entrate sono poste una di fronte all’ingresso della sede del PFR (palazzo Benoni) e l’altra sotto il giardino di casa Dubbini. Il materiale scavato, tramite dei carrelli posti su rotaie che giungono fino alla strada statale, viene scaricato a lago nei pressi di Villa Gemma.

MOLTE FURONO LE ORE TRASCORSE NEL RIFUGIO

Ricordo che trascorremmo molte ore nell’interno del rifugio, specialmente durante la notte, quando gli allarmi aerei erano più frequenti. In quel tempo, era un modo, certo singolare, per ritrovarsi fra amici e conoscenti e scambiare qualche notizia o opinione, purché   conforme alle norme del tempo. In questo piccolo ambiente stretto e buio, dove si rifugiavano anche i grandi gerarchi, si doveva stare attenti ad esprimere le proprie idee politiche o le critiche. In quel periodo erano vietati gli assembramenti di persone e, verso sera, occorreva rincasare perché aveva inizio il cosiddetto “coprifuoco”, cioè il divieto assoluto di circolare per le strade.
Per quanto riguarda il rifugio ricordo che mio padre, pur avendo partecipato alla prima guerra mondiale, appena sentiva suonare l’allarme, si muniva di una coperta di lana per ripararsi dall’umidità e si infilava subito nell’interno dello stesso, che era distante pochi metri da casa nostra. Poi lo seguivamo tutti noi.


Pagine 17/20   UBICAZIONE DEI VARI UFFICI DELLA R.S.I. SECONDO UN DOCUMENTO UFFICIALE

Riproduco qui a fianco un documento di tre pagine che ho ritrovato nei corridoi dell’edificio scolastico dopo il 25 aprile 1945, che fino a pochi giorni prima era la sede del Ministero dell’Interno della R.S.I.
Riguarda la ubicazione dei vari Ministeri e Uffici della R.S.I. che erano sparsi in varie località dell’Italia settentrionale.
Dato il tempo trascorso il documento si è ingiallito e, tra l’altro, è una copia dell’originale che in quel tempo si otteneva solo con la carta carbone.

Pag.21 -.    DANNEGGIAMENTO ALLA LINEA TELEFONICA TEDESCA

Per esigenze militari e politiche i tedeschi collocano una linea telefonica, consistente in cavi di gomma buttati alla rinfusa ai lati della strada statale, linea che collega Mussolini con il gruppo delle SS. In un primo tempo viene sorvegliata da un gruppo di 18 uomini armati di fucile mod. 91 e muniti di una fascia verde. Poi, per ragioni economiche, il numero dei sorveglianti viene ridotto. La linea viene sabotata  due volte. Al secondo sabotaggio , avvenuto il 29.2.1944, alle ore 16,30 di fronte alla strada che conduce a Cecina, l’autorità tedesca infligge una punizione di 15 giorni di guardia da parte della cittadinanza, oltre al pagamento di una multa da parte del Comune di Lire 50 mila.
Il Maresciallo Ricotta, Comandante della Guardia Naz.le Repubblicana ed il segretario del fascio Bacca Angelo stendono un elenco di n.108 uomini (per lo più persone anziane perché i giovani erano tutti richiamati alle armi) per svolgere tale servizio.





Pag.22/25 – ELENCHI PERSONE SCELTE PER CONTROLLO LINEA TELEFONICA
In queste quattro pagine c’è l’elenco delle persone designate al controllo della linea telefonica tedesca sabotata. Ad ognuno viene assegnato un tratto di 200 metri di strada statale che deve controllare. Nella notte, di fronte ad un buio profondo (esisteva allora l’obbligo dell’oscuramento totale) e senza nulla per difendersi, ci si rendeva conto della assoluta inutilità del servizio. I turni vengono fissati in otto ore al giorno, suddivisi in due periodi. Se ad esempio una persona presta servizio al mattino dalle 9 alle 13, alla sera il secondo turno si svolge dalle 21 alle 1. Per coincidenza allo scrivente viene assegnato quel tratto di strada statale dove la linea era stata sabotata, che si trova nei pressi dell’ingresso della strada per Cecina.
Rammento che fra le persone prescelte vi erano anche l’Ing.Carlo Benedetti, l’Avv. Guido Ragozzi, entrambi divenuti Sindaco dopo la liberazione, nonché il medico condotto Dott. Giovanni Savi e il sig. Mario Morani.


  BOMBARDAMENTI E MITRAGLIAMENTI AEREI

I principali avvengono il:
4 Dicembre 1944. Viene bombardata villa Bassetti, sede dell’Ambasciata Tedesca causando un morto e due feriti gravi. Viene distrutta la torretta e danneggiata parte della villa.

3 gennaio 1945. Viene mitragliato l’autoreparto dell’esercito, l’autorimessa del Ministero Interni, il camioncino di proprietà Maifrini ed una “Topolino”. Nessun danno a persone.

4 gennaio 1945. Quadrimotori  sorvolano il lago lanciando una decina di bombe nel lago di fronte a Toscolano. Tornano dal bombardamento di Desenzano e Montichiari.

11 gennaio 1945. Sulla statale fra Maderno e Toscolano vengono mitragliate da 4 aerei due auto. Una era è quella del Ministro Buffarini che rimane illeso, mentre il brigadiere di Polizia che lo accompagna, Buttarelli Francesco, viene mortalmente colpito. L’altra macchina appartenente al Dr, Sganzerla,  è soltanto forata dai proiettili.

12 gennaio 1945. Otto cacciabombardieri sganciano una decina di bombe e mitragliano la cartiera Donzelli provocando un morto e gravi danni ai macchinari. La persona colpita è l’operaio Giuseppe Fiori che muore il 26 dello stesso mese. Verso sera si  sviluppa un incendio nel deposito di paglia della stessa cartiera.

Altre bombe cadono nel lago di fronte allo stabilimento cartiera Donzelli.

7 febbraio 1945. Cinque caccia americani si  abbassano e  ripetutamente mitragliano la tettoia in località “Religione” dove sono riparate macchine dell’autoreparto dell’esercito.

9 febbraio 1945. Alle ore 3,30 della notte un apparecchio (Pippo) lancia alcune bombe su Maderno: Una  cade sulla casa “rossa” del sig.Benoni in località San Pietro, ferendo la figlia, e le altre finiscono nel lago di fronte alla piazza, schizzando schegge contro i fabbricati prospicienti il lago.

Altre incursioni aeree, senza particolari danni, avvengono il 16.11.1944, il 6.2.1945, il 10.2.1945, il 21.2.1945 , il 6.3.1945 e il 4.4.1945


A quasi tutte queste incursioni ho assistito personalmente.


    LAVORI URGENTI ALLA VILLA FELTRINELLI

Nell’ottobre 1943, dopo che Mussolini giunge a Gargnano, si  presentò a casa nostra il Capitano Dieme dell’esercito tedesco che alloggiava a villa Mimosa. A mio padre, pittore decoratore, fu ordinato di recarsi a Villa Feltrinelli di Gargnano per eseguire un lavoro urgentissimo: la mimetizzazione delle pareti esterne della villa in modo da renderla meno visibile da parte degli aerei alleati. Dopo aver ottenuto un particolare permesso, qui a fianco riprodotto, venne caricato su un automezzo tedesco e portato sul posto. Il lavoro durò alcuni giorni e furono sempre i militari tedeschi che lo vennero a prendere e lo riportarono a casa con i loro mezzi.

  IL REPARTO AUTONOMO DI POLIZIA REPUBBLICANA DIVENUTO SUCCESSIVAMENTE I° BATTAGLIONE POLIZIA REPUBBLICANA

Dopo l’8 settembre 1943 iniziano a tornare a casa i militari sopravissuti, che temono di essere presi e internati in Germania. Il primo Comandante del Battaglione di Polizia è il Capitano Bruno VISINTINI che rimane in servizio fino al novembre 1944
. Egli fece di tutto per accettare giovani, non solo locali, che intendevano sottrarsi al servizio militare della R.S.I. o all’internamento in Germania o al servizio del lavoro dei tedeschi (Todt).
Purtroppo il Cap. Visintini,  alloggiato a Maderno in Via Benamati presso la casa Elena cessa il suo incarico (non si conosce il motivo ma è da presumere che non si sia allineato alle direttive del partito) il 27.10.1944 e  prende il suo posto Il Capitano Mario NUDI che rimane fino al 12.1.1945 quando viene sostituito con  il Maggiore Piccoli Antonio, che alle ore 2 del 26 aprile 1945 segue gli altri gerarchi nella fuga a Milano.
Ricordo che per ben 47 giorni lavorai alle dipendenze del Capitano NUDI del quale nessuno conosceva le precedenti vicende politiche e militari.
Vorrei soffermarmi sul Capitano NUDI che, lasciato il Battaglione si trasferì a Gargnano. Solo da poco, leggendo resoconti di quel periodo, sono venuto a sapere che lo stesso nacque a Roma nel 1912, combatté in Africa Orientale e dal 1940 fu nominato Capo manipolo e Moschettiere del Duce. Fu Capitano anche dell’8 Brigata Nera “Resega” di Milano e quando si trasferì a Gargnano fu nominato Direttore della P.S. del luogo nonché Capo della Presidenziale, la scorta armata del Duce.
Nell’aprile 1945  il Capitano Nudi va a Milano con Mussolini e la sera del 25 quando il Duce lascia la Prefettura di Milano, lo segue su un’Alfa rossa guidata dal Segretario Particolare Prefetto Gatti. Nella macchina  trasportano parte del famoso “tesoro di Dongo” contenuto in sei valige piene di anelli, collane, bracciali d’oro, del peso complessivo di Kg.66. Vengono fermati dai partigiani sul lago di Como i quali sequestrano questo tesoro del quale non si saprà più nulla. Gli stessi, vengono fucilati nel porticciolo di Dongo assieme ad altri gerarchi ed il giorno dopo trasportati a Milano in Piazzale Loreto e posti vicino alla salma di Mussolini. Per quanto riguarda il tesoro nemmeno la Corte di Assise di Padova, riunita nel 1957, fu in grado di far luce sulla sparizione di questo tesoro

TESSERA DEGLI AGENTI

In un primo tempo agli agenti di Polizia fu rilasciato un documento di riconoscimento scritto solo in Italiano e firmato dal Capo della Polizia. Successivamente fu sostituito con un altro in bilingue firmato dal Capo della Polizia e dal Col .tedesco Kappler.

CAPPELLANO DON BACCOLINI

Don GREGORIO BACCOLINI, al secolo Eugenio Zappaterra, un Benedettino nato a Bologna nel 1913, è il Cappellano della P.S. presso la quale rimane fino al 31.1.
1945.
Nella chiesetta Bonaspetti officiava la S. Messa e faceva delle infuocate omelie più politiche che religiose.
Don Baccolini faceva parte della 29esima Waffen-Grenadier-Division delle SS italiane un gruppo di “uomini razzialmente e fisicamente scelti”, nonché della famigerata Banda Carità di Firenze, nota per le torture che infliggeva ai partigiani.
Dopo la caduta della R.S.I, lascia la Chiesa.

ISTITUZIONE BLOCCHI STRADALI

Per mettere in sicurezza gli Uffici del P.F.R. e del Ministero Interni, si è provveduto ad istituire posti di blocco sulla statale all’ingresso del Comune sia a sud che a nord, come risulta da questo schizzo dell’epoca. Addetti a questo servizio, che funziona 24 ore su 24, sono impiegati gli Agenti di Polizia. Quello situato a sud è in località “frana”, mentre quello a nord si trova poco distante dalla strada che conduce a Cecina.Per uscire si deve avere un permesso del comune, che viene rilasciato solo per giustificati motivi.

 IL CARCERE DI VILLA CAPRERA A MADERNO

La Caserma dei Carabinieri, che allora si trovava in Via S. Pietro a Maderno, durante la R.S.I. si trasforma  in sede della Guardia Nazionale Repubblicana ed è comandata dal M. llo Giuseppe Ricotta. Verso la fine del 1944 è tramutata in sede del Comando Squadra Agenti di Polizia e diretta dal M. llo Eugenio Gagliotti che si è distinto per la sua intransigenza e severità politica. In questo luogo furono detenuti diversi antifascisti della zona, come il Parroco di Prandaglio, Don Collio e Francesco, Giuseppe e Maria Zane di Salò. La madre di questi ultimi ( moglie dell’On.le Francesco Zane) viene  da Salò, con una carrozza trainata da cavalli, ogni settimana per trovare i suoi cari.
Alla fine aprile 1945 i detenuti sono liberati per far posto, invece, ad alcuni fascisti fermati per ordine del C.N.L.
Il Gagliotti riesce, indisturbato, a squagliarsela da Villa Caprera approfittando della confusione politica verificatasi in quel momento.AVANZANO GLI ALLEATI NELLA PIANURA PADANA

Dopo il 7 marzo 1945, quando gli alleati varcano il fiume Reno, si comincia ad intuire il prossimo dissolversi della R.S.I. Il 18 aprile Mussolini lascia Gargnano diretto a Milano. Il 21 gli alleati raggiungono Bologna e iniziano a dilagare nella pianura padana oltrepassando il Po. Gli esponenti del partito iniziano  la fuga verso la Svizzera. Il Comandante del Batt. di Polizia Magg. Piccoli il giorno 26 lascia anch’esso Maderno per Milano. Ai dipendenti del Ministero vengono corrisposti stipendi per sei mesi.

LA R.S.I. INCOMINCIA A DISSOLVERSI

Oramai è tutto uno sfascio. Alla sera del 25 diversi autocarri partono da Piazza Maderno carichi di persone appartenenti al Partito Fascista con l’intento di seguire i gerarchi  sul Lago di Como. L’edificio scolastico, sede del Ministero dell’Interno, dopo l’abbandono dei dipendenti e delle guardie di sorveglianza, viene invaso dalla folla scatenata che si abbandona anche ad atti vandalici.
Ricordo che vidi lo spettacolo desolante dei locali e corridoi, divenuti accessibili a tutti, nei quali i documenti erano sparsi sui pavimenti, mentre, invece, le macchine da scrivere, erano già sparite.





 VIENE SUBITO COSTITUITO IL C.N.L.

Il 27 aprile 1945 viene costituito il COMITATO NAZIONALE DI LIBERAZIONE  (C.N.L.) i cui dirigenti, Cantoni Filippo, Bontempi Domenico,Ing. Carlo Benedetti e l’Avv. Guido Ragozzi, quest’ultimo proveniente dal campo di concentramento di Lumezzane, si alternano nella carica quasi ogni giorno. Queste persone rappresentavano in piccolo la situazione politica nazionale. Avviene nello stesso giorno un grave fatto che causa la morte della postina Bonizzoli Amalia. Alcuni giovani locali avevano effettuato delle sparatorie contro la colonna tedesca in ritirata verso il nord. I tedeschi reagiscono e durante una sparatoria contro la porta d’ingresso della casa della postina appena entrata, la colpiscono mortalmente.

STANNO PER GIUNGERE GLI ALLEATI E SI VENDONO LE CAMICE NERE

Per rendersi conto della situazione creatasi in questi ultimi giorni di aprile ricordo un episodio. Nel teatrino dell’Oratorio di Maderno, ora scomparso, alcuni fascisti, per racimolare un po’ di denaro, vendevano a poco prezzo del materiale rimasto nel magazzino del P.F.R., fra cui anche camice nere.
Finalmente domenica 29 aprile 1945 alle ore 14 circa entra in piazza di Maderno la prima Jeep di americani festosamente accolti con lancio di fiori dalla popolazione. E’ la fine di un incubo che durava da cinque anni. Viene esposta alle finestre la bandiera tricolore, che aveva ancora lo stemma Savoia.

IL CNL DI SALO’ CENSISCE E FA RITORNARE A CASA I FASCISTI

Il C.N.L. di Salò, d’ accordo con il Comando alleato, il 22 maggio espone un primo manifesto per invitare tutti gli ex impiegati dei Ministeri, da S. Felice a Gargnano, a presentarsi il 24/5 a scopo di censimento. Con un altro manifesto del 28/5 gli stessi sono invitati a lasciare la zona per ritornare al loro domicilio o direttamente o tramite il centro per gli sfollati che provvederà ad evacuarli dal 30.5.1945. Per quest’ultimi è consentito soltanto il trasporto del bagaglio appresso.

ORA SONO GLI ALLEATI AD ESPORRE I LORO PROCLAMI

Preso possesso del territorio, gli alleati emanano anch’essi le loro disposizioni.
Questo Avviso n.3 avverte la popolazione che è vietato allontanarsi dalla terraferma senza autorizzazione. Il personale militare navale farà fuoco su qualsiasi imbarcazione.
Non mi risulta che siano avvenuti fatti del genere.


 TRA FASCISTI E TEDESCHI NON SEMPRE ESISTEVA AMICIZIA

E’ domenica 30.4.1944, quando un reparto della SS tedesca,proveniente da Gargnano, circonda – armi alla mano – un locale di Via Benamati a Maderno nel quale il Ministero dell’Interno ha depositato generi alimentari e vestiario che sono stati da poco requisiti dai fascisti. Ne vengono sequestrati ingenti quantità per il cui trasporto necessitano alcuni autocarri. Circolava voce che i tedeschi avessero voluto vendicarsi per l’azione che loro stessi avevano già progettato, ma che, invece, era stata realizzata prima dai fascisti (cioè requisire i generi alimentari).









  WINSTON CHURCHILL A MADERNO. PERCHE’?

Mi sono spostato in avanti di 4 anni dalla fine della R.S.I. perché ci dovrebbe essere un collegamento fra questo avvenimento ed il passato. Si disse allora che W.Churchill ( al momento non più primo ministro)fosse venuto sul Garda con lo scopo di ricuperare certi personali documenti riguardanti i suoi rapporti con Mussolini. Lo scrivente negli anni successivi ebbe la possibilità di parlare con i parenti del Prof. Carlo Alberto Biggini, Ministro dell’Educazione durante la R.S.I. Questi volevano accertare quali persone frequentassero in quel periodo l’abitazione del Ministro.
Il motivo me lo precisarono subito senza alcun timore. Biggini aveva avuto in consegna da Mussolini importanti documenti riservati, che lo stesso doveva assolutamente custodire. Questi, con il crollo della R.S.I. sparirono . Il Ministro infatti in quei giorni  si trovava nel Veneto mentre i documenti erano custoditi nella Villa Gemma. Poiché l’ex Premier Britannico sostò sulla spiaggia distante pochi metri da Villa Gemma, qualcuno aveva pensato che non  si trattasse di una semplice combinazione.

                                                                                               Andrea De Rossi











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