lunedì 11 marzo 2013

BARCONI TRASPORTO MERCI E LAVANDAIE

   Con l'incalzare della vita moderna molte attività lacustri sono completamente scomparse, soppiantate da nuovi mezzi e da pressanti esigenze commerciali e casalinghe.
Una di queste è quella del trasporto di merci su natanti. Si trattava di grandi barconi con enormi vele a colori sgargianti su molte delle quali spiccavano vistosi rattoppi (erano allora tempi veramente duri!).  Negli ultimi anni – nel tentativo di rincorrere i tempi – si erano perfino attrezzati  con un motore ausiliario.
            Sulla sponda occidentale del lago di Garda il golfo più adatto ad accogliere questi natanti carichi di merci era senza dubbio quello di Maderno. I più numerosi provenivano dalla sponda orientale del lago con carichi di pietre o altri materiali. Gli altri, invece, venivano da Desenzano con altro materiale o beni di consumo giunti con il treno. Con questi mezzi lacuali veniva  trasportato tutto ciò che oggi viene facilmente e più velocemente trasportato su strada con gli autocarri.
            Questi barconi, in attesa dello scarico della merce, venivano ormeggiati a fianco della banchina del golfo di Maderno che dalla piazza giunge fino all’approdo dei battelli. Nei primi decenni dello scorso secolo, lo smistamento e la consegna della merce nei  paesi circostanti era facilitata dalla possibilità di caricare direttamente sui carri merci della allora esistente linea tranviaria Brescia-Gargnano, che dalla piazza deviava fino all’imbarcadero.
            In genere tutti questi natanti, dopo aver scaricato il loro materiale, ritornavano a destinazione carichi di legna da ardere proveniente dalle montagne circostanti.
            Da oltre cinquant’anni, o più, quest’attività è completamente scomparsa. Al posto dei barconi il golfo di Maderno è stato progressivamente occupato da numerose “barche” d’ogni tipo e misura, alcune delle quali fornite di tutti i comfort possibili e, naturalmente, usate a scopo turistico.
            Come una rarità, durante l’estate, si vede ancora uno di questi barconi solcare il lago. Si tratta del “San Nicolò” di Bardolino, munito di due grandi vele bianche, carico non di merce ma di turisti che hanno così la possibilità di osservare e godersi meglio le coste del lago. In effetti, però, questo barcone allestito esclusivamente per scopi turistici, funziona a motore mentre le sue bianche vele, salvo casi eccezionali, le donano soltanto la caratteristica immagine di un tempo.
            Un’altra attività caratteristica, anch’essa sparita, è quella delle lavandaie. Alcune, diciamo professioniste, ma la maggior parte semplici donne di casa che, approfittando del lago a portata di mano, lavavano i panni lungo le sue sponde. Le più fortunate, almeno per quanto riguarda Maderno, erano quelle che potevano per prime occupare la piccola spiaggetta (scomparsa poi agli inizi del ‘900) che si trovava in piazza  oppure nei vari piccoli accessi  situati intorno al golfo, mentre le altre dovevano recarsi sulle varie spiagge poste un po’ distanti dal centro.
            Da documenti fotografici dell’epoca risulta poi che le lavandaie, terminato il loro lavoro, stendevano i  panni lavati sui fili tesi fra le piante della piazza.
Le lavandaie giungevano sul luogo del lavoro, sempre quando le condizioni del tempo e del lago lo permettevano, con una carriola di legno, chiamata “carretta”, ad una sola ruota anteriore ed un piano per deporvi sia la cesta con la biancheria che la “banca”. Quest’ultima non ha niente a che vedere con gli istituti di credito ma era semplicemente l’attrezzo indispensabile per lo svolgimento del loro lavoro, non certo leggero. Si trattava, in effetti, di un’asse artigianale in legno rettangolare per tre quarti inclinata sulla quale la lavandaia stendeva il sapone sui panni precedentemente bagnati per poi risciacquarli e sbatterli, mentre l’altra parte serviva per rimanere inginocchiata. Quest’attrezzo era posto a cavallo fra la spiaggia ed il lago per facilitare le operazioni di risciacquo.
            Questo pesante lavoro, esclusivamente femminile, era dovuto al fatto che pochissime famiglie potevano disporre dell’acqua corrente in casa, perciò le casalinghe erano costrette a recarsi al lago con tutta l’attrezzatura necessaria.
            L’acqua corrente, il diffondersi delle lavatrici ed infine la sparizione delle spiagge ha così, negli ultimi decenni, contribuito a far scomparire questa caratteristica attività domestica.

                                                                                                 Andrea De Rossi


                                                     

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