venerdì 23 gennaio 2015

GIORGIO AQUILANI - BENEFATTORE





            Il violento terremoto del 24 novembre 2004 ha colpito anche la nostra chiesa romanica di Sant’Andrea tanto che ha costretto le Autorità competenti a dichiararla, momentaneamente, inagibile. In attesa che dopo i necessari interventi venga riaperta al culto, continuiamo nel nostro esame  dei suoi valori artistici e storici, fra i quali lapidi, sculture, quadri e pietre tombali
            In questa occasione ci occuperemo soltanto di una delle diverse pietre tombali sparse  sul pavimento della chiesa stessa. In alcune è ben visibile il nome del defunto ed in altre meno. Nell’interno dell’altare, attualmente dedicato a S.Lorenzo, mentre un tempo lo era a S.,Carlo, sul pavimento spicca quella dedicata a GIORGIO AQUILANI  che è quasi unita a quella dei Lancetta. Al centro di quest’altare si trova la pala di Andrea Bertanza e, sul lato sinistro, quella del bresciano Antonio Paglia che raffigura S.Filippo Neri, S.Carlo Borromeo, S.Gaetano da Thiene e S.Giuseppe
             Ci soffermeremo quindi su quella di GIORGIO AQUILANI, personaggio noto a Maderno, perché esiste una strada che porta il suo nome, sulla quale è incisa la data della sua morte: 20 luglio 1657.
            Alla luce di ciò che avviene oggi, ci si chiede come mai i defunti, e non tutti, venivano tumulati all’interno della Basilica e non nel Cimitero.
            Ritornando indietro nel tempo rileviamo che era costumanza seppellire i cadaveri nelle chiese. Queste sepolture erano però destinate soltanto al clero regolare o secolare che gestiva la chiesa e alle famiglie nobili, mentre i più poveri o i non appartenenti ad una delle citate categorie dovevano essere seppelliti all’esterno della chiesa. Infatti, ancora adesso, in occasione dei vari scavi che frequentemente sono effettuati ai lati della chiesa romanica, vengono scoperti antichi resti mortali.
 Fu Napoleone nel 1806 che proibì che si tumulassero i defunti in chiesa o all’esterno di essa per ragioni igieniche, ma non tutti rispettarono questa disposizione. Le chiese erano spesse volte invase dal fetore delle sepolture e quindi frequenti erano gli episodi di epidemie di colera. L’uso di seppellire i morti nelle chiese però andò avanti fino al XIX secolo quando i governi in carica ritennero necessario ed improcrastinabile risolvere i vari problemi legati all’igiene ed alla sanità pubblica per cui emanarono una legge sulla sanità pubblica che vietò l’inumazione dei cadaveri nelle chiese e ordinò che venisse costruito in ciascun comune un cimitero che doveva avere una distanza di almeno 200 metri dall’abitato.
Il nome di Giorgio Aquilani indicato sulla pietra tombale citata doveva quindi appartenere ad una nobile famiglia madernese. Così anche nella antica chiesa della Madonna di Benaco di Toscolano furono posti i resti mortali di Tamagnini, Turazza, Paganini, Grazioli, Bonetti, Lombardi, Andreoli, Belloni e Sgraffignoli tutti appartenenti a nobili famiglie di Toscolano.
            Da ricerche svolte risulta che Giorgio Aquilani appartenesse ad una delle famiglie più nobili e benestanti di Maderno, insieme ai Lancetta, ai Monselice ed ai Podestà. La figlia di quest’ultimo, Lucrezia, divenne poi sua moglie. Nel 1600 risulta essere stato un affittuario d’alcune proprietà appartenenti ai Gonzaga. Il merito maggiore di questa persona fu però quello di essere stato un gran benefattore. Fu per questo motivo che, verso la fine dell’Ottocento che il Comune di Maderno attribuì il nome d’Aquilani alla strada dell’Arco. Così fu chiamata questa strada perché esisteva un cavalcavia che collegava il palazzo Monselice (attuale condominioSperanza) alla dogana situata prospiciente al lago e dava la possibilità ai Monselice di scendere direttamente nel piccolo porto (davanti all’ex tipografia del Garda) dove approdavano e ormeggiavano le loro imbarcazioni. Detta strada era chiamata anche del Portone in quanto era l’unica che conduceva al portone d’ingresso a Maderno che si trovava in “Benela”, nei pressi del sentiero del Procc, ed era quella in cui aveva abitato l’Aquilani.
            L’Aquilani con il testamento datato 5 luglio 1647, che è trascritto in seguito, lasciò un curioso legato che poi fu gestito, finché rimasero i fondi, dalla locale Congregazione di Carità. Mia madre mi raccontò che anch’essa, nel 1909 quando si sposò, ne fu una beneficiaria.
 Fu in questo testamento che l’Aquilani chiese di essere tumulato nell’apposita arca della chiesa di S.Andrea, davanti all’altare di S.Carlo, dove si trova ancora attualmente.

TESTAMENTO 5 LUGLIO 1647 DI GIORGIO AQUILANI

Redatto presso il Notaio Thadeus Toninus a Morgnaga nella contrada Valle, assistito dai Notai Girolamo Martinello e Francisco Helena e da sette testimoni

Conoscendo il Mag.co sig, GIORGIO AQUILANI di Maderno fu del q. sig. Andrea essere la vita umana fragile e caduca, e desiderando mentre per grazia dell’Onnipotente Iddio si trova sano della mente, senso, intelletto ed anco del corpo disponere delle cose sue, però per il presente nuncupativo Testamento senza scritti ha disposto ed ordinato nel modo seguente.
Primieramente adunque con ogni atto di riverenza possibile ha raccomandato all’Altissimo Creatore l’anima sua ed alla gloriosissima V.M. e a tutti li Santi e Sante del Paradiso ed in particolare agli Santi suoi Avvocati ed alli quali porta particolare divozione Giorgio, Carlo, Erculiano e Francesco, pregandoli adesso per allora che vogliano assisterlo nel passaggio che doverà  fare l’anima sua da questa all’altra vita per impedire le tentazioni del demonio.
Al suo cadavero ha ordinato che sia dato sepoltura nell’Arca per esso fatta fabbricare avanti l’altare di S.Carlo eretto nella Archipresbitale di S.Andrea di Maderno nel coperchio della quale doverà farsi intagliare il giorno, mese ed anno nel quale ivi sarà sepolto. Al funerale debbono essere invitati tutti li R.R. Sacerdoti del Comune di Maderno e di Toscolano ed a quelli data la condecente elimosina; il cadavere debba essere accompagnato con dodici torze di cera bianca accese di una Lira e mezza l’una facendo l’esequie con quella maggior divozione possibile in suffragio dell’anima sua.
Subito seguita la morte di detto Sig. Testatore ha ordinato che nelle Chiese dei RR.PP. del Carmine di Salò e S.Bernardino siano celebrate ventiquattro Messe privilegiate da morto metà per cadaun loco applicando il Sacrificio di quelle in suffragio dell’anima sua e dè suoi peccati.
omissis
Delle rendite annuali debba farsi celebrare una Messa cotidiana perpetua da Rev. Sacerdote di bona vita, condizione e fama approbato dal Reverend.mo Ordinario di Brescia all’altare di S.Carlo eretto nella Archipresb. di Maderno applicando il sacrificio della Messa in remissione dell’anima sua e dè suoi peccati, delle defunti sig.ri suo Padre, Madre, Fratelli e della sig.ra Lucrezia sua Consorte e conforme la sua intenzione da essere eletto e condotto dalla detta Vicinia con li due terzi delle balle, la qual condotta debba durar per anni tre continui, con quella recognizione o salario che sarà condecente di tempo in tempo.
Eseguito quanto di sopra di quello  avanzerà di anno in anno delle entrate di esso sig. Testator ha ordinato che sia comperato sale e dispensato a’ poveri abitanti nella Terra di Maderno e nelle altre terre e Ville del Monte Maderno e nell’istesso Comune sino alla summa di Lire dieci per cadauna persona tanto grande, come piccola in remissione dell’anima di detto sig, Testator ed altri come avanti giusta la sua intenzione. Dichiarando che il Legato predetto in alcun tempo non possa mai essere commutato in altra sorte di elemosine o opere Pie, che nella dispensa di sale.
Il denaro che sopravanzasse, fatta la dispensa predetta, debba esser impiegato in maritar tante donzelle povere abitanti nel Comune di Maderno di bona vita, condizione e fama assegnandovi quell’elemosina che parerà agli infrascrittii sig.ri Commissari, e stabilita la summa di quanto si doverà dare ed anco a quante detti sig,ri Commissari debbano invitar le concorrenti e che da loro saranno stimate meritevoli,acciò il primo giorno di Quadragesima di cadaun anno debbano ascoltar la Messa del Rev. Sacerdote condotto per la Vicinia, e dopo udita la Messa con la presenza del Molto Rev. Arciprete che sarà per tempo debbano essere fatti bollettini eguali e sopra essi descritto il nome delle invitate e che saranno presenti alla Messa e data la sorte l’elemosina debba essere data alle prime che saranno estratte ed a quali fosse toccata la sorte, dovendosi maritar nel termine di un anno dal dì della loro estrazione, altrimenti non possano conseguir l’elemosina predetta, ma quella debba essere data a censo e l’utile ed entrata dispensarla nel modo che è ordinato delle altre entrate: Se veramente alcuna di dette donzelle avrà avuta la sorte per TRE volte nell’imbussolazione ed estrazione e nel termine dell’anno non si sarà maritata, non possa più essere imbussolata.
In evento che non vi fossero poveri nel Comune di Maderno a numero sufficiente, che con la dispensa del sale, e povere donzelle, che con l’assegno che venisse loro fatto come avanti non fossero capaci per impiegar tutto il danaro che si caverà dalle entrate di detto sig. Testator di anno in anno, ha ordinato, che tutto quello avanzerà debba essere impiegato in dispensa di sale ed in maritar donzelle nel Comune di Toscolano, in modo che non vi resti denaro sopravanzato, che possa entrar di un anno nell’altro.
Gli Commissari ed esecutori del presente testamento ed ultima volontà ha ordinato debbano essere eletti dei più atti, idonei, dabbene e sufficienti dalla Vicinia predetta di Maderno al numero di tre, quali debbano durar per anni tre e poi ne siano eletti altri in loro luogo e così  successivamente  a quali sii e s’intende adiudicato per applicazione delle loro fatiche scudi tre per cadauno, li quali Commissari non possano esser eletti se non dopo cessato l’usufrutto della predetta sig.ra Lucrezia sua moglie come di sopra sta dichiarato.
E mancando la Vicinia della terra di Maderno di eseguir le cose disposte ed ordinate nel presente testamento ex nunc pro ut est tunc l’ha exeredata ed exeredats e dichiara incapace d’alcuna successione, a quella in tal caso sostituendo il Comune di Toscolano quale sia tenuto far celebrare la Messa di sopra ordinata all’altare del S.Rosario, dispensar il sale, maritar le Donzelle, elegger i Commissari nel modo che è stato prescritto alla terra di Maderno.
Se anche detto Comune di Toscolano in alcun tempo mancasse di eseguir come avanti, ha sostituito e sostituisce a quello il Comune di Gardone con l’istesse obbligazioni e condizioni.
In qual mancando anch’esso nell’esecuzione delle cose premesse al medesimo ha sostituito e sostituisce il Comune più vicino ed a questo gli altri più vicini successivamente alla terra di Maderno per fideicomissum in perpetuo tutti i Comuni della Riviera.
omissis
Fu dunque fatto il presente testamento per il soprascritto sig. Giorgio essendo sentato sopra una cariega di noghera nel mezzadro terraneo della casa di me Nod.ro esistente nella Terrra di Morgnaga della contrada di Valle, così testando, disponendo ed ordinando nel modo predetto, letto però e pubblicato per me Nod.ro di suo ordine e commissione a chiara intelligenza di detto sig. Testator e dei Testi infr.
L’anno della natività di Nostro Signor Gesù Cristo milleseicentoquarantasette Indizion quintadecima, giorno di venerdì ai cinque di Luglio.”

                                                                                                 Andrea De Rossi








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