sabato 26 novembre 2016

TRASFORMAZIONE ISTITUTO S.CUORE IN ALBERGO

Il Conte Ernesto Lombardo
Padre Giuseppe Podavini


Al caro amico Giovanni  Saletti di Toscolano, anch'egli appassionato di storia locale, lascio l'incarico di esporre, nei suoi particolari, la triste trasformazione dell'ISTITUTO S.CUORE di Maderno in una struttura alberghiera.   Ecco quanto ha scritto in proposito il Saletti:




Un ritorno alle origini, se consideriamo che un secolo fa qui sorgeva l’Hotel Lignet; un colpo al cuore, per chi ha conosciuto la storia dell’Istituto Sacro Cuore e la sua importanza nella formazione piamartina e nella vita sociale della nostra comunità.

Come già ben documentato in queste pagine, l’ex Hotel (o Pension) Lignet, di proprietà austriaca, allo scoppio della Grande Guerra venne sequestrato dallo Stato Italiano. Qui vennero anche ospitati dal 1916 i profughi limonesi. In seguito venne messo in vendita e fu acquistato dall’imprenditore tessile Conte Ernesto Lombardo che nel 1931 lo donò ad un prete del quale aveva grande considerazione, il carismatico padre Giuseppe Podavini di Volciano della Congregazione Sacra Famiglia di Nazareth, fondata circa tre decenni prima da Padre Giovanni Battista Piamarta. Il prete bresciano – ora Santo – sul finire dell’ottocento aveva fondato in città  l’istituto degli “Artigianelli” per dare ai giovani una formazione professionale e cristiana in una città alle prese con le difficoltà della nascente industria bresciana.
Il Conte Lombardo, come afferma Padre Pietro Baccolo, verso la fine della sua vita aveva donato tutto e si era ritirato, povero, in un convento a Parma. Se fosse campato a lungo non avrebbe più avuto un soldo per vivere

Il lavoro instancabile di Padre Giuseppe Podavini fece sì che in poco tempo l’ex hotel si trasformò nell’Istituto Sacro Cuore diventando la Scuola Apostolica, in poche parole il seminario dei padri piamartini.
I seminaristi piamartini del 1931-1932, con al centro padre Giuseppe Podavini nel seminario di Maderno.

Da qui sono passate tante figure di spicco della Congregazione che negli anni hanno portato avanti gli insegnamenti del fondatore nei vari istituti in territorio italiano ma anche in America Latina ed in Africa.

A metà degli anni Settanta si pose il problema della sede delle scuole medie di Toscolano-Maderno, fino ad allora ospitate presso lo stabile delle scuole elementari, ma non più sufficiente. Per qualche anno ci fu una sede distaccata per la sezione femminile delle medie presso l’oratorio femminile di San Giuseppe in via Trento a Toscolano. Urgeva una nuova sede, ma nel frattempo il comune trovò l’accordo con i padri Piamartini che misero a disposizione la struttura dell’Istituto Sacro Cuore. L’Istituto Sacro Cuore, che già allora ospitava il Convitto per giovani, divenne la sede provvisoria delle scuole medie. Per chi come me ha frequentato l’istituto in quegli anni i ricordi sono indelebili. Come dimenticare le partite di calcio nel campetto, il prato adiacente crivellato dalle buche per le biglie, i pericolosi esperimenti scientifici di padre Bersini, l’allegria contagiosa di padre Sandro Econimo e di padre Bepi Pagnoni, i panini al salame di Padre Cristoforo Barbieri venduti nella casetta durante la ricreazione, le suore delle Umili Serve del Signore sempre indaffarate in mille lavori.

A metà degli anni Ottanta la nuova sede delle scuole medie a Toscolano è pronta. All’Istituto Sacro Cuore torna la pace. A parte la messa settimanale nella chiesa dell’istituto, a qualche ritiro spirituale, o alle colonie estive, la Congregazione comincia a pensare cosa fare di questa struttura. Col tempo si trasforma in una casa di convalescenza per sacerdoti e confratelli piamartini.

Con gli anni prende corpo l’idea della vendita, ed in campo imprenditoriale e commerciale i piamartini non sono secondi a nessuno. Si fa avanti la società Aquadolce spa di Salò, composta da imprenditori della zona che credono nella possibilità di sviluppo di nuove attività anche nel settore alberghiero. L’accordo è per la cessione di tutto la stabile e del parco, escluso l’edificio a sinistra del cancello di ingresso, che rimarrà della Congregazione Sacra Famiglia di Nazareth, e che continua nella sua attività con una nuova sala adibita a chiesa e gli altri pochi locali rimasti per un ridotto numero di ospiti.

Il resto subisce una profonda trasformazione: vengono demolite una porzione di palazzina e  la casetta nel campo, viene fatto un grande scavo sul quale sorgono nuove strutture. 
Il progetto – curato dagli architetti Bosetti, Ghezzi e Scala, dal geom. Alessi e dall’ing. Sandrini – prevede la nascita del DolceLago Resort, una struttura ricettiva alberghiera (presumibilmente una R.T.A.) che dovrebbe aprire i battenti entro il 2017.

Sopra: l'ex Hotel Lignet all'inizio del Novecento. Sotto: una ricostruzione virtuale di come potrebbe essere il nuovo complesso turistico ricettivo.


 

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