lunedì 9 gennaio 2017

I PROFUGHI LIMONESI DI CENTO ANNI FA



 Il Comune di Limone del Garda, unitamente alla Biblioteca, ha avuto la bella iniziativa di pubblicare un interessantissimo  opuscolo  per ricordare (con tristezza) la forzata evacuazione dei Limonesi avvenuta cento anni fa durante la prima guerra mondiale.
                Come si sa a quel tempo Limone confinava con Riva del Garda, in mano agli austriaci, e quindi divenne, pericolosa per i frequenti attacchi di guerra e bombardamenti dal lago, molto pericolosa  per gli abitanti per cui furono obbligati a laciare le propie case per diventare profughi lungo le rive del lago.
                Oltre il Presidente della Biblioteca sig. Antonio Martinelli, ha validamente contribuito alla realizzazione di questo storico documento il Prof. Domenico Fava, noto storico locale, i quali, oltre ad indicare le varie località in cui furono ospitati i profughi come Tignale, Peschiera, Desenzano, Tremosine, Gargnano, mentre altri partirono la sera dell’11 settembre 1916 con il battello “ITALIA” per Maderno e Gardone Riviera. La sede Municipale fu fissata a Gardone Riv. Presso la villa Ruhland.
                  Gli estensori di questo interessante opuscolo storico hanno avuto la pazienza di indicare i nomi di tutti coloro che dovettero, per forza maggiore, abbandonare Limone, nonché tutti i battesimi, matrimoni,funerali avvenuti fuori Limone dal 1916 al 1918. A due dei sette nati a Maderno fu attribuito il nome di Maderno Fava e Maderno Montagnoli.
                  I profughi sbarcati a Maderno dal piroscafo ITALIA furono 147 e furono ospitati presso l’ex Albergo Lignet che poi divenne Istituto S.Cuore mentre a Gardone ne scesero 135 ospitati presso Hotel Monte Baldo, Villa Cok, (ora Hotel Capri), Villa Ruhland.
                  Il Sindaco di quel tempo sig. Dalò dovette gestire un po’ tutta questa organizzazione.
 Non bisogna dimenticarsi che in quel tempo la strada Gardesana era ancora un sogno, perché realizzata solo nel 1931.

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