giovedì 9 giugno 2016

CINEMATOGRAFIA IN VALLE CARTIERE




L'amico Giovanni Saletti da Toscolano, grande esperto in informatica e nelle ricerche storiche locali,  ha scritto l'articolo "QUANDO LA VALLE DELLE CARTIERE ERA UN SET CINEMATOGRAFICO" così trasformata dal regista salodiano Angio Zane nel 1956, che trascrivo testualmente, attingendo i dati e le foto dal figlio Alessandro che ha concesso gentilmente.al Saletti.



QUANDO LA VALLE DELLE CARTIERE ERA UN SET CINEMATOGRAFICO

“Le stelle sono tante, milioni di milioni, la stella di…”. Chi ha passato gli anta non può non ricordare questo jingle nei Carosello degli anni Settanta. Pochi però sanno che di questa pubblicità, come di molte altre - come ad esempio la cedrata del lago con Mina o il formaggio “che vuol dire fiducia” con Johnny Dorelli – il regista era il salodiano Angio Zane.

Nato nel 1925, partigiano sulle montagne valsabbine durante la guerra di liberazione, Angio Zane negli anni Cinquanta iniziò a lavorare prima come cineamatore e in seguito come regista di documentari. Poi il grande passo e l’esordio nella regia cinematografica con il film “La capinera del mulino”, del 1956.

Da buon “artigiano della cinepresa”, si occupava di tutto, dalla stesura del copione, alle riprese, regia, montaggio e produzione.”La capinera del mulino” era un romanzo sentimentale ambientato in un fantomatico paese del lago di Garda chiamato Borgofiore, e la location per  buona parte di questa pellicola fu la nostra Valle delle Cartiere, da qualche anno abbandonata dalle attività industriali.
In quel periodo arrivavano in Italia le pellicole americane di Lassie e Rin-Tin-Tin, ed a questo filone si ispirò Angio Zane puntando sul cinema per ragazzi, con notevole successo. Le sue opere venivano trasmesse nei primi anni della  TV dei ragazzi. Creò le avventure di Pippo, Briciola e Nuvola Bianca, che vivevano storie fantastiche in un western nostrano, sovente ambientato nel nostro entroterra. Fu pioniere del genere western all’italiana prima ancora di Sergio Leone e Corbucci.
In particolare, nel 1961 girò in Valle delle Cartiere “Esploratori a cavallo”. Il film venne presentato alla mostra del Cinema di Venezia, nella sezione “XIV Mostra  Internazionale del Cinema per Ragazzi” (quella che in seguito diventerà il Giffoni Film Festival).
Qui sotto un paio di fotografie del set tra le località di Vago e Caneto in Valle delle Cartiere.


In questo film gli amici Pippo e Briciola, con l’inseparabile cavallo Nuvola Bianca, scorrazzano per la Valle delle Cartiere quando scoprono una botola che nasconde un tesoro, ma sembra che questo procuri solo guai, e il pericolo della Valle della Morte incombe…
Gli  Onda Studios di Campoverde di Salò erano il mondo di Angio Zane. Qui, di fianco alla sua abitazione, aveva allestito il teatro di posa, la sala di montaggio, addirittura un vero e proprio villaggio western. Nacque così il Museo Archivio Audiovisivo Gardesano, dove raccolse apparecchiature cinematografiche, cineprese, moviole, fotografie e locandine. Il Museo è visitabile in rare occasioni, ma ne vale veramente la pena. Angio Zane morì a Salò nel 2010.

Va doverosamente ringraziato il figlio Alessandro Zane, che da bambino ha recitato nei film per ragazzi del padre, ed ora cura il Museo di Campoverde e che mi ha fornito informazioni e fotografie.
Una curiosità che lega Angio Zane ad Osvaldo Cavandoli, nativo di Maderno, il famoso fumettista papà della Linea. I due erano amici, ed avevano collaborato per alcuni lavori. Negli Onda Studios è presente una titolatrice usata per il montaggio delle strisce di Cavandoli, ed uno scherzoso disegno/dedica di Cavandoli a Zane, che riporto qui sotto, nel quale una Linea-Pellerossa si vendica inseguendo minacciosa un regista. Così recita: “Ad Angio ‘il Westifero’, in ricordo della bella ed antica amicizia!”.

Disegno di Osvaldo Cavandoli



 
 

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