venerdì 4 dicembre 2015

LE CONTRADE DI MADERNO NEI SECOLI SCORSI

Con il trascorrere dei tempi tutto si evolve e si modifica. Mi riferisco, in questo caso, al cambiamento radicale del nome delle strade del nostro paese che un tempo, non molto lontano, erano inserite in contrade la cui loro denominazione è attualmente scomparsa. Il loro nome lo ritroviamo in vecchi documenti, come mappe catastali o certificati di nascita di quel tempo.
            Cerchiamo ora di vedere come si chiamavano queste contrade poiché le stesse, che fanno parte della nostra storia locale, hanno mantenuto il loro nome originale fino ai primi anni del Novecento ed i nostri nonni e genitori senz’altro li avranno conosciuti. In un’altra occasione vedremo, invece, il nome delle vie che sono state quasi tutte cambiate.

Contrada RIVELLINO

Attuali vie Lungolago , F.lli Bianchi e altre vie

Comprende la lingua di terra che si stende ad est della chiesa  di Sant’Andrea, la nuova parrocchiale sorta nel 1775 e inaugurata nel 1825, sulle rovine del castello risalente al Medioevo che fu costruito  anticamente quale baluardo contro le minacce barbariche. Il castello, intorno alla metà del secolo XIII, fu trasformato in palazzo pubblico, sede del podestà e poi del vicario. Col tempo andò in rovina e nel 1645 un incendio lo distrusse completamente. Anticamente in questa zona si trovava il Brolo del vescovo che lo stesso prelato doveva tenere a disposizione dell’esercito Imperiale, in cambio d’esenzioni e privilegi. Nel 1289 esisteva una via detta del Cedrario. Il nome Rivellino ricorda che in questa zona vi erano anticamente opere di difesa del castello stesso.

Contrada del PALAZZO (Palàs Gonsàga)

Attuale parte di Via Benamati e via Garibaldi
 Comprende le  attuali vie Benamati (fino al crocevia) e  Garibaldi, anticamente chiamate dei Broli inferiori e  Broli superiori. Prese questo nome agli inizi del Seicento quando  i Gonzaga, duchi di Mantova, costruirono  una lussuosa villa, ora in parte distrutta,che, successivamente fu collegata a quella del Serraglio tramite un androne sotterraneo.

Contrada PARADISO
Attuale proseguimento Via Benamati dal crocevia e Via S.Bartolomeo
. I campi coltivati che si trovavano fra l’attuale via Moretto (già Capra) e Via San Bartolomeo, facevano parte della contrada del Paradiso. Le proprietà dei Gonzaga si estesero anche all’attuale palazzo Bulgheroni, che fu antica sede del convento dei Padri Serviti, insieme all’ex villa Caprera con relativa chiesetta sorta nel 1467. Nel 1652 il conventino fu soppresso ed i beni acquistati dai Gonzaga. Estinta nel Settecento la famiglia Gonzaga, le proprietà passarono alla casa regnante.

Contrada CASTELLO (Castèl)
L’attuale via Sant’Ambrogio, già antica strada maestra per Sanico (Sanìc), conduce nella località in cui anticamente esisteva il Castello di Malpaga, poco sotto la chiesetta di San Martino (San Martì). Fu così chiamato perché in esso venivano rinchiusi i debitori morosi. La prima stradella che s’incontra a sinistra salendo da Maderno è chiamata Ceriolo (Seriol) ed un ramo della stessa porta in località Calcine (Calsìne), l’altro alla contrada dell’Acqua Santa.(Aque Sànte). L’attribuzione di questo nome è giustificato dal fatto che le processioni ed i funerali che si recavano alla chiesetta di San Martino passavano attraverso questa via, ora divenuta un sentiero. La successiva strada che si stacca a destra è chiamata Maìna (Maìna de sùra) e porta nella Valle delle cartiere.


Contrada GARBERIA E MULINI (Garberìa e Mulì)

Attuale Via Bellini (ex Mulini) e Via promontorio

Dove ora sorge un oleificio esistette per diverso tempo una conceria di pellami che lasciò a questa località il nome di Garberia, derivante dal nome di origine tedesca Gerberei, che significa laboratorio per la concia delle pelli, nella quale si usavano cortecce e foglie di vari alberi come la roverella e lo scotano, ricche di tannino, particolarmente diffusi sulle nostre colline. Anche due mulini si trovavano in questa zona, il primo, di proprietà del comune di Maderno, era collocato dove si trova ora la Cartiera di Maderno e l’altro vicino all’attuale frantoio delle olive. Questi complessi sono sorti per sfruttare l’energia idraulica della seriola, ora interrata

Contrada BORGO (Bòrg)
Attuale Via Cavour

Nel Medioevo la contrada si riferiva ai terreni che si trovavano all’esterno del portone che chiudeva l’accesso all’abitato di Maderno. Attualmente con Borgo si identifica l’abitato di Maderno compreso tra le contrade del Fosso (Fòs) a ovest e dei Tre Santi (Tré sanc’)a est.. E’ attraversata dal fossato di Bombai (Fòs dei Bombài), ora intubato.

contrada  del FOSSO (Fòs)
Attuale parte alta di Via Benamati

Vasum Tornigle era chiamato in un documento del 1279 il fossato che scorre a lato dell’oratorio, ora intubato, e che ha dato il nome alla contrada. Questa è compresa nella più estesa contrada del Borgo (Bòrg), della quale rappresenta il limite occidentale. L’acqua del fossato era utilizzata in passato per irrigare le limonaie che si trovano sulle pendici della costa collinare alle spalle dell’abitato. Di questa contrada fa parte anche la medievale contrada del Pozzo (Pòs) così detta dalla presenza di un pozzo al quale attingeva la popolazione per il rifornimento d’acqua.

Contrada del POZZO (Pos)
Attuale inizio di Via Cavour che incrocia Via Vitali e Via  Beltrami
Dopo quella del Fosso troviamo quella del Pozzo (Pos). Fu così chiamata per la presenza di un pozzo al quale attingeva acqua la popolazione della zona.

Contrada della QUADRELLATA (Quadrelàa)
Attuale Via Cavour, Via Mazzini e Via Sacerdoti

La contrada, che fa parte della più ampia contrada del Borgo (Bòrg), nel Settecento trae il nome dalla fitta parcellizzazione a piccoli quadri dei terreni limitrofi all’abitato, destinati ad orti. La contrada del Portone del Borgo, oggi estinta, comprendeva le case prossime al portone a saracinesca, di cui si vedono ancora le guide scolpite nelle pietre d’angolo di questa casa medievale. Verso monte si incontra la contrada del Ghetto (Ghét), nome che fa riferimento alla presenza di un labirinto di vicoli angusti, non alla presenza di ebrei, qui non documentata e che fu comunque scarsa.

Contrada FONTANE e TRE SANTI
Attuale proseguimento di Via Cavour, Via Carlo Setti e Via Fontane

Comprende la località Fontane (Fùntane) punto più alto del paese in cui esisteva una fontana pubblica alimentata dal fossato di Bombai (Fòs dei Bombai) che in tempi più recenti è stata sostituita dagli attuali lavatoi e la località Tre Santi (Tre Sanc) che si estende fino al confine con Toscolano. Esiste qui una nicchia nella quale si trovano: al centro la statua della Madonna ed ai lati quelle di San Francesco d’Assisi e San Giovanni Nepomuceno. Quest’ultimo fu fatto annegare nel 1393 nel fiume della Moldavia (Boemia) per non aver rivelato all’Imperatore Venceslao i peccati della moglie.

Contrada MACLINO  (Maclì)  - alt. m 201

In epoca romana si chiamava, unitamente a Vigole, Vicus Macrinus in memoria del Console Marco Nonio Macrino. Poco al di sotto della chiesa dedicata ai Santi Faustino e Giovita, si stacca un tortuoso antichissimo sentiero detto Procho che significa rovinato o del Proch, come risulta dall’inventario delle strade del comune di Maderno del 1849, che  raggiunge la statale sottostante. Fino a qualche secolo fa la strada esterna del paese era denominata Bombarda, mentre quella che parte dal bivio per Vigole prendeva il nome di Balbina. Un’altra stradella, ora scomparsa, che partiva poco più in alto della chiesa e raggiungeva la via Balbina era invece chiamata Balbina combattuta

Contrada VIGOLE (Vìgle) – alt. m 285

In epoca romana (secolo II d.C) era chiamata Vicus che unito a Macrinus formavano il Vicus Macrinus, per ricordare il Console Marco Nonio Macrinus, marito di Nonia Arria, proprietaria della villa romana di Toscolano. Il 13 settembre 1962 fu inaugurata dal Vescovo di Brescia Mons. .Giacinto Tredici la nuova chiesetta dedicata alla Madonna del Rosario, posta sul colle che domina la valle di Vigole, eretta dalla famiglia Saletti in memoria di Federico Mensi che abitò per parecchio tempo in località Rosei e donata alla Parrocchia di Montemaderno. Nell’interno un dipinto raffigura la Madonna del Rosario, copia della Madonna del Lorenzetti, che è divenuta così la protettrice della frazione e viene festeggiata la seconda domenica d’ottobre.

Anticamente chiamato SENICO - SANICO (Sanìch) – Alt. m 339

Potrebbe derivare da un nome di persona come Senus o Sennus, o da Sommus Vicus, villaggio posto molto in alto. Da qui diparte, verso nord, la strada consorziale che porta prima a Sant’Urbano (Sant Ürbà) e dopo alla cima del Monte Pizzocolo (Pisòcol),  mentre invece quella diretta verso sud-est conduce a S.Martino (San Martì) dove attorno alla chiesetta dedicata al santo di Tours, si trova il cimitero di Montemaderno. Fino verso la fine dell’Ottocento in questo cimitero trovarono sepoltura anche i defunti di Maderno. Secondo un’antica leggenda, prima che si aprisse il varco delle Garde, le acque del torrente Toscolano formavano in questa valle un laghetto che lambiva un romitorio, successivamente trasformato in chiesetta ma lasciando inalterata la torre circolare di origine romana, probabilmente costruita a protezione del paese di Sanico.

Contrada BEZZUGLIO (Besöi) – Alt.m 225
Antica frazione di Maderno che si può raggiungere sia da Bornico che da Maclino attraverso il sentiero della Sacca. E’ posta al confine con il comune di Gardone Riviera e si trova ai piedi del monte Lavino. Nel 1623 un devoto donava il terreno per costruire la chiesetta che è stata dedicata a San Carlo e nella quale furono poste le reliquie di san Carlo Borromeo e di San Prospero. In questa piccola frazione sono rimaste ancora le tracce della coltivazione dei limoni particolarmente curata in questa zona protetta dai venti.



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