mercoledì 13 luglio 2016

ALLORO E BACCHE


Nel 1878 si costituì a Gargnano la Società “Lauriva” della Cooperativa Soc. Lago di Garda per la raccolta e la lavorazione delle bacche e foglie di alloro che s’affiancò a quella per la raccolta e lo smercio dei limoni, già esistente dal 1840.
Il suo esempio fu seguito dalla ditta Elena di Maderno che gestiva una piccola industria per la lavorazione delle bacche d’alloro in Via Benamati. L’olio che si estraeva con una speciale bollitura, insieme alle foglie di questa pianta, era esportato in Germania, in Russia e in altri paesi stranieri, dove era utilizzato nei cicli produttivi di particolari cosmetici, nonché nelle industrie della profumeria e della tessitura. La più estesa applicazione di questo prodotto era fatta dalla medicina veterinaria. Le foglie servivano anch’esse per l’industria dei profumi e dei saponi, previa distillazione dell’olio essenziale che esce più profumato che dalle bacche.
Da diversi decenni quest’attività è completamente cessata, causando la totale decadenza della coltivazione dell’alloro, che è rimasto solo un albero ornamentale, ora - per il momento solo al piano – attaccato da una particolare malattia che, se non adeguatamente curato, lo porterà in breve all’estinzione. Nella collina, invece, tale pianta è ancora molto diffusa ed in buona salute

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