martedì 10 febbraio 2015

VISITA ESCURSIONISTA SULLE NOSTRE MONTAGNE






    Le varie possibilità per raggiungere la cima del Monte Pizzocolo (mt.1581) sovrastante Maderno


1) Ponte Toscolano - Maclino - Vigole – Sanico Ortello - S.Urbano - Prade - cima Pizzocolo
Il Monte Pizzocolo o Serà (dalla sponda veronese è chiamato “Gu”= acuto o aguzzo) è il più interessante, sia dal punto di vista ambientale che naturalistico e faunistico, ed il più facilmente accessibile. Nelle giornate limpide, dalla sua cima a punta, si può ammirare un panorama bellissimo.. .
:Da Maderno per il versante sud – Ortello – S.Urbano – Prade – cima Pizzocolo
Partendo dalla Statale 45 bis, al ponte di Toscolano si devia a sinistra e s’imbocca la strada che porta alle frazioni di Maclino, Vigole e Sanico (mt. 361). Giunti a quest’ultima frazione si prende la strada ( n.6) che, dalla piazzetta, sale a sinistra e s’inerpica per la montagna diretta a S.Urbano. Il primo punto panoramico interessante, per il quale vale la pena di fare una breve sosta, è quello che s’incontra in località Croce (mt. 625). Fissata alla ringhiera di ferro, sorge una modesta croce di legno alla base della quale vi è una panchina. Da questo punto è già possibile ammirare il sottostante ampio promontorio di Toscolano Maderno ed il lago che si estende da Sirmione a Malcesine. La strada prosegue poi attraversando un folto bosco di castagni. Dopo aver fiancheggiato, a sinistra, la località “Ortello di Sotto” circondata da un fitto ed antico castagneto, si passa accanto alla “casa del comune” (mt. 831), ora completamente abbandonata e pericolante, ma un tempo un necessario e sicuro rifugio, in caso di maltempo, per i montanari. Proseguendo per circa due km. si giunge alla località Sant’Urbano. Da qui parte la strada contrassegnata dal n.23 che, dopo il bivio per “Spiazzuola”, prosegue e passa di fianco al Dosso del Barbio ed a quello delle Merle. A 1117 mt, a fianco della strada, si trova la “casa comunale di Prada”, recentemente ristrutturata dal Gruppo Volontario Alpini e dedicata al loro compagno scomparso Angelo Usardi. valido dipendente del comune.
Salendo ancora, si passa a fianco della casina Marchetti e, poco dopo, si giunge al bivio delle “Merle” sotto il quale si estendono le cosiddette “Prae”, vasti prati erbosi che ogni anno ora rimpiccioliscono in quanto la vegetazione si espande rapidamente perché da oltre mezzo secolo non vi sono più i falciatori che tagliano il fieno. In questa località esisteva il cosiddetto famoso “Casì del pilès” del quale ora sono rimaste poche tracce. In questo piccolissimo locale diversi falciatori trascorrevano anche la notte. Più in alto, al bivio delle “Merle”, si stacca una strada che scende prima al Passo Spino e poi raggiunge il Rifugio Pirlo (n°5), mentre l’altra prosegue diritta per la vetta. Da questo punto la vegetazione inizia a farsi sempre più rara, data l’altezza. Spuntano però fra le rocce diversi faggi bellissimi. Più avanti troviamo “Lo sguàss del cemento”e proseguendo ancora “Lo sguàss de le pile” (.mt. 1430), che consiste in una modesta pozza d’acqua, (che è un abbeveratoio per gli animali della malga) nei pressi del quale giunge, dal basso, il sentiero che proviene dalla Via di Valle n.11, dopo aver costeggiato la Malga di Valle o “Baitù”. Da qui fino alla vetta si percorre un sentiero stretto e sconnesso fiancheggiato da enormi massi di pietra erosa dall’azione dissolutiva dell’acqua (campi solcati). Poco prima della vetta, a sinistra, troviamo il piccolo Bivacco “Due aceri”, così chiamato perché di fronte si trovano due piante di questo tipo.
Poco più in alto spicca la bella chiesetta dedicata ai Caduti di guerra e della montagna, che fu costruita nel 1985 dal gruppo “Amici del Monte Pizzocolo”. Entrambe le costruzioni si trovano sui ruderi di vecchie postazioni della prima guerra. Qui ogni anno, alla terza domenica di Giugno, si svolge una festa e viene anche celebrata la S.Messa. Poi, finalmente, si giunge alla tanto agognata vetta e, se è una tersa giornata di sole, ecco presentarsi un meraviglioso panorama. Ai piedi del monte si estende verso il lago il promontorio di Toscolano Maderno e, davanti la vastità del lago, da Sirmione fin oltre Malcesine e tutto il Monte Baldo (mt. 2200). Più in lontananza, si può osservare la pianura fino a Venezia e all’Appennino Tosco-emiliano con il Monte Cimone ( mt. 2165) che si trova oltre Bologna. Verso nord, invece, spiccano le vette, spesso innevate, del Gruppo Adamello – Brenta. Verso ovest, le prestigiose cime del Blumone, - ed il ghiaccio azzurro della parte sommitale del Monte Rosa





2) Ponte Toscolano – Maclino – Vigole – Sanico - Croce Ortello – Casa comunale – Via di
Valle
Un’ altra strada, che poi si trasforma in un sentiero, si trova sulla strada Sanico-S.Urbano (indicata al punto n.1) dopo 200 metri circa dalla “casa del comune”. Infatti, a destra, si trova la “Via di Valle”, contrassegnata con il n°11 che porta anch’essa alla cima, ma con maggior sforzo perché molto ripida. Percorrendo questa strada alternativa, prima di giungere al sentiero n°5 dove si trova lo “Sguass delle pile”che porta alla vetta, si passa vicino alla malga, localmente chiamata “Baitù”.
3) Ponte Toscolano – Maclino – Vigole – Sanico - Croce Ortello – Ortello sotto - cresta Sud e Est
Dalla strada Sanico- S. Urbano indicata al punto 1, dopo qualche centinaio di metri dalla “Croce”, a destra, si stacca la strada n. 27 che più avanti diventa un sentiero che conduce alla cresta sud e est del monte Pizzocolo, ed è riservata ad esperti di roccia.
a) Per raggiungere la costa sud, durante il percorso si passa di fianco alle ex casa degli “Opoli”, divenuta ora un fabbricato moderno, poi, proseguendo verso l’alto, si transita nei pressi del “Casì del Balì” (di Mario Salvadori), vicino al quale si trova una nicchia, o “Cuel”, come viene chiamata localmente una grotta, entro la quale è custodita la statua della Madonna (mt. 800). Dopo aver attraversato un ponticello che sorpassa la Valle della Prera, il percorso si fa sempre più ripido tra le rocce e si giunge alla cresta sud poi, finalmente, alla cima del Monte Pizzocolo.
b) Per raggiungere la cresta est: la prima parte è la stessa della precedente. Poi ad un certo punto, attraverso un piccolo sentiero si giunge al “Casì del Balì”. Poco più avanti s’incontra la parete rocciosa e si deve salire ancora fino ad un bivio dove è indicata la discesa per Gaino attraverso un ripido vallone. Dopo alcuni passaggi impegnativi sulla roccia, s’incontra il sentiero che conduce alla cresta est.
Da Toscolano per il versante nord
1) Toscolano – Gaino - Valle Camerate - Valle Camerate – Spasso Spino – cima Pizzocolo
Un’altra alternativa che conduce prima al passo Spino, poi al Rifugio ed infine sulla cima è la strada che inizia dalla frazione di Gaino, forse la più comoda e facile, perché fino al “Palazzo di Archesane” ( mt. 816) è transitabile con le auto. Il primo tratto inizia dalla frazione di Gaino e si deve percorrere la strada comunale Gaino-Ponte Camerate. Oltre il ponte, diventa consorziale ed è gestita dai vari proprietari terrieri della zona. A causa di una grossa frana, avvenuta alcuni anni fa, staccatasi dalla località “Sabbionera”, ora non è più possibile attraversare il ponte per dirigersi nella Valle di Archesane. Si deve quindi proseguire diritto e poi prendere la strada a sinistra (quella a destra conduce in località “Segrane”) la quale per un centinaio di metri costeggia il torrente, fino al raggiungimento di un ponticello di ferro, passato il quale, dopo alcuni tornanti, è possibile inserirsi finalmente nella strada Consorziale che porta allo Spino e al monte Pizzocolo. Dopo una ripida salita, si costeggiano i vasti prati e castagneti di “Persegno” (Pèrsègn”) e poi si giunge ad un bivio chiamato “Vie che spàrt”. A questo punto, in alto troviamo la località “Maernì di sopra”(.mt.600) mentre a valle c’è “Maernì di sotto”. Proseguendo dritto si va al “Palazzo di Archesane” e allo Spino, deviando a destra, si entra nella Valle di Campiglio “Campei”. Percorrendo la Valle di Archesane si attraversa un fitto bosco, fra cui un fitto betuleto e si passa a fianco di vecchie casine come quelle di “Navesole”, “Del Foia”, “Tournac”, “Spiassa”, “Montì”, “Verde”, “Beola” e “Samuel” ed altre ancora di recente costruzione. Più avanti si giunge al “Palazzo di Archesane” (mt. 816) che è circondato da un vasto prato e da un fitto bosco. Di questo stabile, sempre chiamato “Palazzo” se ne parlerà più dettagliatamente più avanti perché la sua storia è interessante. Qui si deve necessariamente parcheggiare l’auto perché oltre è vietata la circolazione. Dalla strada, che diventa poi quasi un sentiero attraverso la “Val delle Merle” si giunge al Passo Spino (mt. 1160). Poco più in alto del “Palazzo” a destra, si trova invece la località “Pradalai”, un fitto bosco con una casetta, anticamente appartenente alla nobile e facoltosa famiglia Delay, proprietaria di cartiere a Toscolano, dalla quale trae il nome in gergo dialettale. Arrivati al Passo Spino, proseguendo a destra dopo alcune centinaia di metri si giunge al Rifugio Spino. Prendendo invece la strada a sinistra, costruita dai militari nella prima guerra, contrassegnata dal n°5, si sale fino alla località “Merle” (mt. 1151) e ci si congiunge con quella proveniente da Sant’Urbano e dal “Pirell” diretta alla cima del Pizzocolo.

Da Gardone Riviera per il Rifugio Spino ed il Monte Pizzocolo

1) Una strada sterrata di recente costruzione e carreggiabile, parte in Val di Sör oltre S. Michele ed arriva fino alla località “Pirell”, dove termina. Da qui è possibile inserirsi in quella proveniente da S. Urbano, contrassegnata dal n.6.
2) Un’altra strada che parte dalla Trattoria Colomber, contrassegnata dal n°8 porta, a piedi, anch’essa alla località “Pirell”per inserirsi in quella n.23. Da Vobarno a Campei de Sima, Passo Spino ed il Monte Pizzocolo
Parte dalla frazione Degagna di Vobarno, si arriva al “Prato della noce”, Campei de Sima e da qui al Passo Spino ed al Monte Pizzocolo.

STRADE ALTERNATIVE, MENO FREQUENTATE, CHE PORTANO
COMUNQUE ALLA CIMA DEL MONTE PIZZOCOLO.

1) Ponte Toscolano – Maclino - Vigole – Sanico e deviazione per Rosei e Magnico
Prima di giungere alla piazzetta di Sanico, a destra, sorge una santella. Proseguendo sulla sinistra si prende la strada diretta in Vesegna che attraversa le località di Rosei e Magnico.
. Si passa poi dalla “Prea del gal”, dalla “Castegna dell’asèn”, da “Ceresì”. Poco prima di Vesegna, a sinistra, si stacca la strada di “Pura” o “Pöre”. Da Vesegna parte un ripido sentiero che porta in località “Buellino” o Buelì” (mt.816) dal quale si può ammirare un bel panorama. Girando a sinistra si va verso il Monte Lavino (mt. 901), mentre a destra verso S.Urbano dove si congiunge con quella (n.6) proveniente da Sanico.

2) Casa del Comune di Ortello sotto – Pra da fa – Bolzane – Vesegna – Buellino – S.Urbano Pochi metri prima, a sinistra, della “casa del comune” scende una strada che porta al “Pra da fa”. Giunti in fondo a questa strada si gira verso destra e, dopo aver costeggiato i castagneti di “Bolzane”, dopo circa 1 Km., si arriva alla località “Vesegna” (mt. 620). Ed è qui che giunge l’altra strada consorziale che si stacca da Sanico, passando da Rosei e Magnico e dalla “prea del gal” e dalla “Castegna dell’asen”.

3) S.Urbano – Navazzini – Pirello – Passo Spino - Rifugio
Da S. Urbano (mt. 869) a sinistra della chiesetta, si stacca un sentiero che conduce in località “Navazzini” (n°6). Salendo si arriva in località “Pirello” (mt. 1132) e poi direttamente al Passo Spino ed al Rifugio alpino “Giorgio Pirlo”, che si trova in prossimità del confine con Gardone Riviera. Da qui si può raggiungere la cima del Pizzocolo prendendo il sentiero n°5.

4) Valle Archesane – Vie che Spart - Valle di Campiglio – Campei de Sima
Dalla strada proveniente da Gaino, in località “Vie che spart”, deviando a destra, si giunge in prossimità del torrente della Valle di Campiglio, e si deve parcheggiare. Passato il ponticello posto sul piccolo torrente, poco più avanti, a destra, si stacca una strada che raggiunge la località “Persinich” mentre proseguendo oltre, sempre a destra, troviamo la strada che porta a “Campei de fond” (mt.795) e “ Campei de mès” (mt. 930). Seguendo ancora la valle , la strada si fa più ripida, e, dopo aver costeggiato a sinistra la località “Selva scura”, nei pressi del “Passo della Fobbiola” si devia a destra e si giunge a “Campei de Sima”(mt. 1025), località meravigliosa in mezzo a prati e boschi di faggio dove l’ex Azienda Regionale delle Foreste, ora ERSAF, con l’aiuto dela Sezione Alpini “Montesuello”, ha da alcuni anni ristrutturato i quattro vecchi edifici, e una bella chiesetta, affidandone la gestione al Gruppo Alpini. Questi pubblicizzano la visita a questo Rifugio non solo agli appassionati della montagna, ma anche alle scolaresche alle quali è offerta un’escursione, dal
venerdì al sabato, con possibilità di pernottamento.
5) S. Urbano – Spiazzuola – Barbio – Fo dela Sacca

Da S. Urbano, percorrendo la strada n.23 che conduce alla cima del Pizzocolo, dopo circa 400 metri, a destra, si stacca la ripida stradina denominata “Spiazzuola” che termina, trasformandosi poi in un sentiero al “Fo de la Sacca”. Da qui, volendo, si può raggiungere la cima
       
                                                                                                   






del Pizzocolo usufruendo di alcuni sentieri
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