domenica 6 maggio 2018

RIPRISTINO VECCHIA LAPIDE A RICORDO DEL 1859


Recentemente l'amico Anselmo Sinibaldi,  pittore e appassionato storico, ha avuto l'iniziativa e la volontà di ripristinare personalmente la vecchia lapide murata sulla casa ex Arrighi sulla strada statale a Maderno che ricorda un importante avvenimento storico avvenuto nel 1859 che reca la seguente dicitura che era divenuta illeggibile:

IN QUESTA VIA IL 24 GIUGNO 1859 FRA L'ANSIA E L'ESULTANZA DEL POPOLO ACCLAMANTE NELLA FEDE DEI NUOVI DESTINI D'ITALIA ENTRAVA IN MADERNO IL 3° BATTAGLIONE DEL 16° REGGIMENTO ARALDO DI CIVILTA' PER LA RIVIERA ALL'IDEALE EDUCATA DA VENEZIA MADRE GLORIOSA.

Questa lapide fu collocata certamente molti anni dopo questo avvenimento dal Cav.Matteo Elena, allora proprietario dello stabile e dettata dall'Avv.Donato Fossati, illustre storico locale, per ricordare l'ingresso a Maderno nel 1859 del 16° Reggimento Fanteria che partecipò successivamente alla gloriosa battaglia di S.Martino e Solferino.
Lo storico Francesco Stampais, in un suo volumetto, ricorda che in realtà i soldai giunsero a Maderno il 18 Giugno, ma la data fu volontariamente posticipata di sei giorni per farla coincidere con quella della vittoria di S.Martino e Solferino. Si sa che i militari giunsero con musica e tamburi e, dopo la vittoriosa battaglia, gli stessi ritornarono a Maderno e vi rimasero sino alla fine di settembre. I soldati furono ospitati in case e cortili mentre gli Ufficiali trovarono sistemazione  presso le famiglie più altolocate.
Fu trovato anche un locale idoneo per la scuola di musica militare presso la casa del sig. Vincenzo Gaioni.
Ogni sera i trentasei tamburi della banda facevano il giro delle contrade, accolti con entusiasmo dalla popolazione.
Il Capitani piemontese Capello, appartenente al suddetto Reggimento, fu ospite della famiglia Brunati, ne sposò la figlia Marta e fu padre del Generale d'artiglieria Giuseppe Capello morto a Brescia nel 1929. S'imparentavano poi con la famiglia Bulgheroni.
Anche il sergente maggiore e capo tamburino Giuseppe Salvi, si fermò successivamente a Maderno dove si sposò e per diversi anni  fece l'istruttore a molti giovani amanti di questo strumento.




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