giovedì 2 novembre 2017

IL SERRAGLIO E VILLA CAPRERA A MADERNO

Queste due ville anticamente appartenevano all’Ordine dei PADRI SERVITI o Servi di Maria che è un ordine religioso, tutt’ora esistente in altre città, il quale sorse a Firenze nel 1240 e professa un culto particolare per la Vergine Maria.
Papa Alessandro VII il 29.4.1656 soppresse il convento di Maderno e concesse alla Repubblica di Venezia la possibilità di vendere gli immobili ed i terreni annessi affinchè se ne servisse in difesa del regno di Candia (l’attuale Creta) che era minacciata se ne servisse in difesa del regno di Candia che allora era minacciato dalle armi ottomane.
Il convento, compresa la palazzina del “Serraglio” fu veduto all’asta pubblica al Duca Carlo II GONZAGA nel 1659 con l’obbligo di usare il ricavato per fare celebrare annualmente, nella chiesetta di S,Pietro  Martire, annessa a villa Caprera, dodici Messe l’anno per la perpetuità del Serenissimo Dominco ed altre 243, pure annue, al servizio della popolazione.
Agli inizi del 1900 la proprietà di villa Caprera passò ad un certo Lucchini, poi ai Belloni che abbatterono la chiesetta divenuta pericolante, poi a Crescini che l’affittò perché divenisse la Caserma dei Carabinieri, mentre ora è divenuta  condominio sempre con la scritta esterna Villa Caprera   il cui nome non si sa perché gli sia stato attribuito. Il convento di villa Caprera era unito da un sotterraneo all’antico chiosco più in basso della casa ex Bulgheroni.
Il Serraglio e la sua palazzina rimasero ai Gonzaga i quali costruirono una galleria sotterranea che collegava il Palazzo Nuovo di Via Benamati con la palazzina e permetteva quindi  ai Gonzaga ed ai loro ospiti di spostarsi liberamente fra le due residenze senza essere visti dal pubblico in quanto la palazzina divenne un rifugio nel quale il Duca Gonzaga svolgeva le sue orge.
Nel 1888 il proprietario fu l’austriaco Rodolfo Lignet il quale costruì un albergo deturpando il paesaggio per cui il Comm,Bianchi, che risiedeva nello stabile che divenne poi l’albergo Golfo acquistò tutto il Serraglio e la palazzina e decise di abbattere il nuovo albergo Lignet che venne ricostruito sul lungolago di Maderno divenuto poi l’Istituto S,Cuore ed ora nuovamente un albergo.
Attualmente il Serraglio e la palazzina sono divenuti proprietà del Comune e non essendo abitato, non si trova certo nello stato in cui era  nel 1661, come lo descrive lo scrittore pittore e incisore veneziano Marco Boschini (1602-1681), cresciuto nella bottega di Palma il Giovane, nel suo volume “Le Delicie de Maderno” nel quale descrive analiticamente il sito nonché il palazzo Gonzaga di Maderno con le sue bellezze pittoriche ed architettoniche. In questo libro ricorda che nel mezzo del giardino dei Gonzaga di Maderno esisteva una grande fontana nella quale la statua di Venere gettava acqua da ogni parte. Detta fontana fu realizzata dallo scultore Francesco Agnesini, mentre le stanze del palazzo furono adornate dalle pitture di rinomati artisti. I giardini erano ricchi di fonti, di alberi, di aiuole colorate di gran bellezza.
In una quartina del libro il Boschini recita:
                     O delicia del Mondo, e de Maderno
                     Paradiso terreste apresso al Cielo
                     E siben ti è vestito de mortal velo
                     Stago per dirte, Paradiso eterno.

E in un’altra ancora
                     In copia là dà l’abondanza i fruti
                     Bei cedri, bei Naranzi, e bei limoni
                     E di tutte le cose i rari, e i boni
                     Qua no ghe vuol fadiga i ghe ze tuti




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