martedì 19 dicembre 2017

CROCE SUL MONTE CASTELLO DI TOSCOLANO














  Il gruppo “Amici del Monte Pizzocolo”, nel 1968, costruì una gran croce di legno, che fu
successivamente  trasportata  fino  a  Navazzo  di  Gargnano  ai  piedi  del  Monte  Castello  e  da  lì
trasportata a spalle sulla cima del monte (mt.870).
  Tempo fa un fulmine la distrusse ed il gruppo, al quale si aggiunsero altri volonterosi, non si
perse d’animo e decise di costruirne un’altra più grande e più resistente agli attacchi della natura.
Una  volta  predisposta,  si  provvide  prima  ad  allestire  sulla  cima  della  montagna  un  idoneo
basamento in cemento. Poi si presentò la difficoltà di portarla a spalle fin sulla vetta, dato il suo
peso. Anche questa fu risolta pensando all’intervento di un elicottero. Restava ancora il problema
della spesa. L’AVIS, il Gruppo Alpini e l’AIDO di Toscolano-Maderno hanno dato un valido aiuto
economico alla realizzazione di quest’iniziativa. Anche i privati cittadini contribuirono con offerte
volontarie in occasione dell’esposizione della croce a Toscolano, Gaino e Maderno.
  Il 26 aprile 1998 la croce fu benedetta dal Curato di Maderno Don Gianfranco Caldana.
  Finalmente il 2 maggio 1998 è il giorno stabilito per il suo trasporto sulla vetta. La nuova
croce è posta in mezzo all’ex campo ippico di Maderno. L’elicottero la solleva e si dirige verso il
monte Castello. Giunto vicino alla vetta la trova coperta da dense nubi e deve momentaneamente
rinunciare  all’operazione.  Scende  in  un  prato  vicino  nella attesa  di  schiarite.  Improvvisamente  il cielo s’apre e subito l’elicottero riparte e giunge sul punto prestabilito, dove sostavano da tempo
altri amici, e in breve riesce  a far entrare la croce sul basamento  appositamente predisposto con l’esultanza di tutti i presenti.







sabato 16 dicembre 2017

UGO LOCATELLI CAMPIONE DEL MONDO


Ugo Locatelli nacque a TOSCOLANO il 5.2.1916 e morì a Torino il 28.5.1993. E' stato un calciatore italiano di ruolo quale centro campo e attaccante. Fu campione del mondo con la nazionale italiana nel 1938 e campione olimpico nel 1936. Si trova sepolto nel Cimitero di Toscolano. Ricordo che il nostro concittadino disputò 360 partite di calcio in Serie A alle quali vennero aggiunte le 40 in Serie B. Fu presente in 22 partite della Nazionale di Calcio. Durante l'ultima guerra fu costretto anch'esso   ad arruolarsi nella Polizia della R.S.I per evitare di essere deportato in Germania e fu  in servizio presso il Battaglione di Polizia in Via Promontorio a Maderno ed assegnato all'ufficio Medico quale aiutante.



mercoledì 13 dicembre 2017

IL MONDO E' CAMBIATO'?

Chi scrive è un venerando della terza età. Infatti fra qualche giorno compirò i 92 anni di età.. Questa premessa è per affermare che negli ultimi decenni tutto il mondo si è lentamente modificato in tutti i campi. Ma in meglio o in peggio? Lascio a voi la decisione.
Iniziamo nel campo delle comunicazioni. Ricordo che quando ero giovane comunicare attraverso il telefono era un grosso problema. Pochissimi erano coloro che possedevano in casa il telefono fisso, mentre dei cellulari non se ne parlava affatto perché non esistevano ancora. Per cui coloro che non possedevano il telefono fisso (erano certamente la maggioranza) dovevano, in caso di necessità, recarsi in Piazza dove c’era un apposito Ufficio dal quale si poteva telefonare a coloro che possedevano l’apparecchio. Il caso diventava più complesso quando qualcuno in possesso del telefono fisso voleva parlarci. Quest’ultimo si doveva rivolgere telefonicamente ai vari uffici telefonici esistenti in quasi tutti i paesi importanti per richiedere di poter parlare telefonicamente con la persona desiderata che non possedeva il telefono fissando l’ora dell’appuntamento. L’ufficio telefonico inviava un suo incaricato presso la persona designata per avvertirla che doveva presentarsi all’ufficio telefonico alla tal ora in quanto una persona ,che veniva designata, intendeva parlargli telefonicamente.
La situazione si è poi lentamente capovolta sia con l’estendersi dei telefoni fissi nelle abitazioni, sia per l’avvento dei cellulari. E’  stato  un grosso passo avanti per le comunicazioni telefoniche e, forse, un passo indietro nei collegamenti umani fra le persone che in quei tempi trovavano il tempo per recarsi a casa, vicendevolmente per discutere a viso aperto dei propri problemi. Un modo più facile per conoscersi meglio di quanto avviene ora con il telefono.
Anche nel campo religioso molto è mutato. Ricordo quando andavo all’Oratorio per prepararsi spiritualmente alla prima comunione, il Sacerdote ci avvertiva che per prendere la comunione ci si doveva presentare completamente a digiuno. Nemmeno una goccia d’acqua che scendeva dal cielo doveva entrare in bocca. Ho l’impressione che ora queste regole non siano più in vigore.
Anche le conoscenze personali non avvengono come un tempo. Oggi con una telefonata si risolvono i vari problemi. Un tempo era consuetudine recarsi personalmente presso i parenti o gli amici, in particolare quando in casa vi era una persona  ammalata. E mi chiedo se in meglio o in peggio.
Ovvio che questi discorsi li possono fare solo le persone adulte che nella loro vita ne

hanno visto di tutti i colori  o ne sono usciti indenni, compresi i sacrifici impostaci dall’ultima guerra.
Ritengo che negli anni 80 del secolo scorso, con l’avvento dei computer  e della rivoluzione digitale abbiano contribuito alla modifica del nostro sistema di vita.
Vi sono altre cose che recentemente si sono cambiate e che, al momento, non mi vengono alla mente.
                                                                                                          Andrea De Rossi

Chi desiderasse conoscere la storia di Toscolano-Maderno che ho scritto nel mio Blog, composta di oltre 300 argomenti, la può trovare al seguente indirizzo elettronico:
storiaditoscolanomaderno.blogspot.it


sabato 9 dicembre 2017

BANDA CITTADINA "Giuseppe Verdi"


L'attuale Banda Musicale  cittadina di Toscolano-Maderno "Giuseppe Verdi" ha assorbito le Bande di Maderno e Toscolano che si erano costituite entrambe verso la metà dell'800. Quella di Maderno, agli inizi del '900 si divise per ragioni politiche in due tronchi: una  clericale capeggiata da Don Fogari allora Parroco di Maderno e l'altra, liberale, sostenuta invece dal Comm.G.B. Bianchi che fu anche Sindaco di Maderno.
Fra i musicanti di Maderno vi fu allora una forte rivalità, i clericali denominati "besolèr" e quelli liberali chiamati invece "sganascèr".  Questi appellativi alludevano al fatto che i primi erano dei forti bevitori, mentre gli altri avevano la fama di essere dei grandi mangiatori. Secondo Giuseppe Zanardelli i componenti della Banda liberale, cioè quelli del Bianchi, erano portati a frequentare la Scuola di musica perchè per ogni loro presenza veniva loro dato un quarto di vino ed una lira. Secondo lo Stampais (che scrisse un libretto sull'argomenti) sembra che lo statista Giuseppe Zanardelli, che aveva la sua villa al Bornico, abbia convinto il Bianchi ad assumere la presidenza della Banda dei "sganasèr"
Nel 1910 le due Bande si sciolsero per costituire un unico Corpo Musicale. Diversi Maestri si sono succeduti nel tempo dando alla Banda grande notorietà e popolarità. La Banda Musicale partecipò e vinse in diversi concorsi diventando così famosa in tutta la provincia, grazie alla bravura dei suonatori ma anche alle capacità tecniche dei vari Direttori.



giovedì 7 dicembre 2017

INNAFFIAMENTO LUNGOLAGO MADERNO

Il carro botte con il quale il Zuanelli innnaffiava il lungolago per evitare  il sollevamento della polvere



Quando nel secolo scorso il Lungolago G.Zanardelli di Maderno  era ancora in terra battuta e non asfaltato, il transito dei veicoli provocava l'innalzamento di una forte polvere che infastidiva tutti.
Si provvide allora ad eliminare questo inconveniente usando  un carro botte (vedasi in alto la foto) condotto da Angelo Zuanelli, un simpaticone che portava sempre una particolare bandana, che provvedeva a spargere acqua sul manto stradale che dall'imbarcadero giungeva in località Bolsem.
Il mezzo antico usato  ed il caratteristico conduttore erano all'attenzione dei turisti, specialmente tedeschi, che lo fotografavano continuamente.  Quando il carro aveva finito la sua scorta di acqua, si recava presso un chiusino posto vicino alla chiesa Parrocchiale di Maderno per essere rifornito e poi ripartiva per il lungolago.
Tutto questo finì quando il lungolago venne asfaltato.
E' un ricordo del tempo passato.

giovedì 2 novembre 2017

IL SERRAGLIO E VILLA CAPRERA A MADERNO

Queste due ville anticamente appartenevano all’Ordine dei PADRI SERVITI o Servi di Maria che è un ordine religioso, tutt’ora esistente in altre città, il quale sorse a Firenze nel 1240 e professa un culto particolare per la Vergine Maria.
Papa Alessandro VII il 29.4.1656 soppresse il convento di Maderno e concesse alla Repubblica di Venezia la possibilità di vendere gli immobili ed i terreni annessi affinchè se ne servisse in difesa del regno di Candia (l’attuale Creta) che era minacciata se ne servisse in difesa del regno di Candia che allora era minacciato dalle armi ottomane.
Il convento, compresa la palazzina del “Serraglio” fu veduto all’asta pubblica al Duca Carlo II GONZAGA nel 1659 con l’obbligo di usare il ricavato per fare celebrare annualmente, nella chiesetta di S,Pietro  Martire, annessa a villa Caprera, dodici Messe l’anno per la perpetuità del Serenissimo Dominco ed altre 243, pure annue, al servizio della popolazione.
Agli inizi del 1900 la proprietà di villa Caprera passò ad un certo Lucchini, poi ai Belloni che abbatterono la chiesetta divenuta pericolante, poi a Crescini che l’affittò perché divenisse la Caserma dei Carabinieri, mentre ora è divenuta  condominio sempre con la scritta esterna Villa Caprera   il cui nome non si sa perché gli sia stato attribuito. Il convento di villa Caprera era unito da un sotterraneo all’antico chiosco più in basso della casa ex Bulgheroni.
Il Serraglio e la sua palazzina rimasero ai Gonzaga i quali costruirono una galleria sotterranea che collegava il Palazzo Nuovo di Via Benamati con la palazzina e permetteva quindi  ai Gonzaga ed ai loro ospiti di spostarsi liberamente fra le due residenze senza essere visti dal pubblico in quanto la palazzina divenne un rifugio nel quale il Duca Gonzaga svolgeva le sue orge.
Nel 1888 il proprietario fu l’austriaco Rodolfo Lignet il quale costruì un albergo deturpando il paesaggio per cui il Comm,Bianchi, che risiedeva nello stabile che divenne poi l’albergo Golfo acquistò tutto il Serraglio e la palazzina e decise di abbattere il nuovo albergo Lignet che venne ricostruito sul lungolago di Maderno divenuto poi l’Istituto S,Cuore ed ora nuovamente un albergo.
Attualmente il Serraglio e la palazzina sono divenuti proprietà del Comune e non essendo abitato, non si trova certo nello stato in cui era  nel 1661, come lo descrive lo scrittore pittore e incisore veneziano Marco Boschini (1602-1681), cresciuto nella bottega di Palma il Giovane, nel suo volume “Le Delicie de Maderno” nel quale descrive analiticamente il sito nonché il palazzo Gonzaga di Maderno con le sue bellezze pittoriche ed architettoniche. In questo libro ricorda che nel mezzo del giardino dei Gonzaga di Maderno esisteva una grande fontana nella quale la statua di Venere gettava acqua da ogni parte. Detta fontana fu realizzata dallo scultore Francesco Agnesini, mentre le stanze del palazzo furono adornate dalle pitture di rinomati artisti. I giardini erano ricchi di fonti, di alberi, di aiuole colorate di gran bellezza.
In una quartina del libro il Boschini recita:
                     O delicia del Mondo, e de Maderno
                     Paradiso terreste apresso al Cielo
                     E siben ti è vestito de mortal velo
                     Stago per dirte, Paradiso eterno.

E in un’altra ancora
                     In copia là dà l’abondanza i fruti
                     Bei cedri, bei Naranzi, e bei limoni
                     E di tutte le cose i rari, e i boni
                     Qua no ghe vuol fadiga i ghe ze tuti




giovedì 28 settembre 2017

MUTAMENTI PIAZZA DI MADERNO

                         Ecco come si presentava la Piazza di Maderno alla fine dell'Ottocento

                        In quel tempo le lavandaie stendevano in piazza i panni lavati nel lago



                             La circolazione di mezzi attraverso la Piazza  all'inizio del  1900


                                               Attuale veduta della Piazza di Maderno