La
foto sopra riprodotta, risalente alla fine dell’800, ci mostra come il
promontorio di Toscolano-Maderno, e non solo quello, era quasi completamente
coperto da un grande uliveto. Subito dopo la seconda guerra iniziarono a
sorgere, prima piccole casette, e poi grandi
edifici e alberghi che ora hanno coperto e cementificato quasi tutto il territorio.
Quindi da un paese semiagricolo e parzialmente di pescatori (le cartiere si
trovavano quasi tutte nella valle) si è trasformato in turistico. Le foto
sottostanti ci fanno vedere il cambiamento avvenuto negli ultimi anni.
domenica 15 novembre 2015
sabato 7 novembre 2015
LA CHIESETTA DI S.MARIA IMMACOLATA AL PROMONTORIO
La bella chiesetta dedicata a S.Maria Immacolata, situata
al Promontorio di Maderno di proprietà della Famiglia Bonaspetti, custodisce
dei bellissimi affreschi del pittore GIOVANNI ANTONIO GUADAGNINI. nato ad Esine
in Valcamonica il 1.1.1817 e morto ad Arzago D’Adda (BG) il 7.6.1900. All’Accademia
di Bergamo fu allievo del Prof.Giuseppe Diotti, noto pittore neoclassico
cremonese e ne seguì le orme. Nella sua carriera dipinse 28 fra disegni e cartoni,
30 pale d’altare, 112 fra bozzetti e olii su tela, sette autoritratti e 340
affreschi prevalentemente in chiese .
Per questa sua attività “trascorre metà della sua vita
sui trabiccoli nelle chiese, e da un luogo all’altro si sposta per lo più in
diligenza” scrive Giannetto Valzelli nel suo libro “Antonio Guadagnini”
edito dal Comune e dalla Biblioteca di Esine nel 1991 dal quale ho tratto
queste notizie. Svolse la sua opera specialmente nella nativa
Valcamonica e nella provincia di Bergamo. Uno dei suoi importanti
capolavori rimane la cappella del Crocifisso nella Cattedrale di Bergamo,
insieme agli affreschi della chiesa di Sant’Alessandro in Milano. Nel
1863, anno di costruzione della chiesetta al Promontorio, conclusi gli
affreschi a Bergamo, inizia quelli della Parrocchiale di Cimbergo e si
trasferisce a Maderno per dare inizio alle sue opere. All’ingresso della
chiesetta dedicata a S.Maria Immacolata si legge:”A Maria Immacolata
quest’oratorio eressero, dedicarono i F.lli Franceschini a conforto del loro
dolore a perenne memoria e suffragio dei piissimi
genitori Antonio e Santa Magrograssi l’anno 1863. I dodici affreschi, restaurati anni fa dal
Prof .Bottoli a seguito di un’infiltrazione d’acqua, sono incorniciati da una decorazione di stucchi
dorati e sono così distribuiti: nella medaglia sull’abside l’Assunzione con
quattro angioletti, sulle due lunette sottostanti l’Annunciazione e l’Educazione
di Maria Bambina.
Nella volta della navata, ad accompagnare l’ovale dell’Incoronazione
della Vergine Maria, in successione a sinistra quattro mandorle esagonali rappresentanti
Santa Teresa, San Luigi Gonzaga, San Filippo Neri e Santa Lucia, altrettante a destra in cui figurano San
Vincenzo, Santa Maria Maddalena, Sant’Apollonia e San Bartolomeo.
Si dice che i nomi degli otto Santi elencati e dipinti dal
Guadagnini corrispondano a quelli di altrettanti componenti della famiglia
Franceschini che era imparentata con i Bonaspetti.
Il Valzelli nel suo volume sull’artista commenta così
quest’opera: “Di un' effusione del tutto calda, con accensioni desunte dal
Tiepolo, l’Oratorio a co del promontorio di Maderno, quasi che il Garda vi
abbia rovesciato dentro il suo vivido umore: il Guadagnini ne fa uno scrigno di
gaudiosa contemplanza, gli otto Santi delineati di spicco nel brio deciso della
caratterizzazione.”
Sopra l’altare si può invece ammirare una pala d’altare che fu attribuita erroneamente al fasanese
G.B.Podestà, che riproduce la
Madonna attorniata dai Santi Antonio e Agnese, ma che invece la Dott.ssa Chiara
Almici, figlia di una Bonaspetti, ha accertato che l’autore di questa pala
d’altare è Francesco Podesti , nato
ad Ancona nel 1800 e morto a Roma nel 1895, e non al fasanese G.B. Podestà. Lo
stesso Podesti è anche l’autore degli affreschi della sala dell’Immacolata al
Vaticano. Questa precisazione è avvenuta il 21.11.2011 presso la Sala consiliare di palazzo
Benamati sempre a cura della Dott.ssa Chiara Almici la cui chiesetta appartiene
alla sua famiglia.
Si racconta che questa pala sia giunta a Maderno, proveniente
da Desenzano, con il battello e che, nel bel mezzo della navigazione, il
natante dovette affrontare un furioso ed improvviso temporale da mettere in
serio pericolo la vita dei passeggeri che riuscirono poi a giungere felicemente
a destinazione. Lo scampato pericolo venne attribuito alla presenza del quadro
della Madonna, per cui, alcuni “beneficiati”, hanno ritenuto doveroso offrire degli
ex voto alla chiesetta dove fu posto il quadro.
La pala del'altare del pittore Francesco PODESTI
lunedì 26 ottobre 2015
1937 - NUOVO EDIFICIO SCOLASTICO A TOSCOLANO-MADERNO
Con la costituzione nel nuovo
comune di Toscolano-Maderno, avvenuta
il 14 giugno 19 28
con Regio Decreto n°1527, si rese necessario istituire un unico edificio scolastico che fu costruito su un terreno
agricolo adiacente alla nuova sede Comunale (ex villa di Ettore Bianchi) tra
via Cavour e Via Solino, ex territorio di Maderno.
In
questo nuovo edificio furono trasferiti tutti gli alunni delle scuole
elementari di Maderno e Toscolano (io personalmente, per ultimo, a Maderno feci
la quinta elementare ancora presso la
Scuola di Via Benamati). Gli alunni delle frazioni di Maderno
e Toscolano continuarono,invece, per alcuni anni a proseguire gli studi presso
locali che il Comune aveva preso in affitto nelle frazioni a tale scopo.
Sono
in possesso di un documento ufficiale diramato l’1.11.1937 dal Partito
Nazionale Fascista locale con il quale vengono dati gli ordini di servizio per
lo svolgimento della cerimonia dell’inaugurazione del nuovo edificio scolastico
fissata per giovedì 4 novembre 19 37 (XVI Era Fascista), alle ore 16,30.
Ad esso parteciparono, oltre le autorità
locali, anche quelle politiche della provincia ed i dirigenti delle
Organizzazioni del Regime.
Da
questo documento chiamato “Ordine di servizio”
viene disposto che.
1
- L’ammassamento di tutte le Organizzazioni avrà luogo sul Piazzale
antistante al nuovo edificio.
2 - Le Organizzazioni si porteranno sul luogo di
ammassamento inquadrate militarmente ed in
Corteo partendo dai luoghi di
concentramento.
3 - Sono fissati quattro luoghi di concentramento
e precisamente:
MADERNO
–Piazza V.E. – Organizzazioni di Maderno e Montemaderno
TOSCOLANO
– Piazzetta Bernini –Organizzazioni maschili di Toscolano e Frazioni
Ponte – Organizzazioni Femminili
Campo sportivo –
Gioventù Italiana del Littorio dell’intero Comune, escluse
le Giovani
Fasciste che si riuniranno al Ponte.
4 – Comanderà il concentramento e
dirigerà il corteo delle Organizzazioni di Maderno il fascista (omissis): quello di Toscolano: Piazzetta
Bernini il Fascista (omissis) – del Ponte la fascista (omissis)- del campo
sportivo, l’asp. S.C.M. (omissis)
5 - Tutti i Capi Associazione ed i Comandanti
delle diverse formazioni dovranno ottemperare con disciplina
fascista agli ordini del Capo concentramento
6 – L’ammassamento delle
Organizzazioni nei quattro luoghi di concentramento dovrà essere
ultimato
alle ore 15,45, ora in cui i due cortei dovranno mettersi in movimento.
7. – L’ordine di precedenza nel
corteo sarà il seguente: Piccole italiane – Giovani italiane – Giovani
Fascisti – Balilla – Avanguardisti –
Giovani Fascisti –Donne Fasciste –Massaie rurali – Musica
Fascisti –
Mutilati – Combattenti – Carabinieri in congedo – Bersaglieri – Alpini –
Sindacati
Industria –
Sindacati Agricoltura – Sindacati Commercio – Dopolavoro.
8 - Arrivando sul
Piazzale delle Scuole tutte le formazioni si disporranno a reparti affiancati
al
posto designato
come figura nell’allegata piantina.
9 - Tutti i reparti
dovranno essere inquadrati militarmente in formazione ternaria ed alla testa
dovrà
essere posto il
gagliardetto scortato da due alfieri: ciascun Comandante dovrà stare sulla
stessa
linea di questa
terziglia al lato destro del reparto.
10- Quando le Autorità passeranno davanti a ciascuna
formazione, mentre il Comandante darà il
Saluto al Duce
salutando romanamente, il porta fiamma abbasserà l’insegna e gli Organizzatori
Risponderanno
“A Noi!” senza alzare il braccio.
11- Appena tutte le formazioni saranno schierate ogni Capo
Associazione o Dirigente di reparto
consegnerà al sottoscritto che comanderà l’intero
ammassamento, l’allegato modulo compilato
e firmato,
indicando la forza del proprio reparto presente all’adunata.
12- La cerimonia si svolgerà nel seguente ordine:
a) arrivo
delle Autorità al Palazzo Municipale ricevute dal Podestà e dal Segretario del
Fascio
b) rivista
allo schieramento: quando il gruppo delle Autorità entrerà nel Piazzale verrà
lanciato
a mezzo degli altoparlanti un “eja”
al quale tutti risponderanno con un poderoso
“alalà” alzando contemporaneamente il
braccio nel saluto romano e subito ribassandolo.
c) alla rivista
seguiranno le diverse cerimonie in programma;
d) dopo che
le Autorità, passando nuovamente davanti allo schieramento si saranno allontanate, a mezzo degli altoparlanti
verrà comandato il “Saluto al Duce”
e verranno quindi impartiti gli ordini
per lo scioglimento dell’ammassamento.
13 – L’ordine di precedenza per l’inquadramento degli
iscritti nelle diverse Associazioni è il
seguente:
Musica – Milizia – Fascisti – Mutilati - Combattenti – Associazioni d’arma –
Dopolavoro –
Sindacati. Per le donne è il seguente: Fasciste – Massaie rurali – Sindacati.
Municipio porta al Palazzo Scolastico.
14 - Ogni dirigente
di Associazione dovrà fare l’appello dei propri dipendenti inviandomi entro
sabato 6 corr.
L’elenco nominativo degli assenti ingiustificati e con a fianco di ciascun nome
indicato
anche l’indirizzo preciso.
E’ molto
chiaro che io esigo l’intervento in massa di tutti gli Organizzati del Comune e
gli
eventuali
assenti si troveranno di fronte alla responsabilità del loro atto che sarà a
dimostra_
zione di
scarso spirito patriottico e fascista.
15- Le presenti
disposizioni dovranno essere portate a conoscenza di tutti gli Organizzati
dipen=
denti da ciascun
Capo Associazione o Comandante di reparto.
==========
Dopo
soli sei anni questo edificio divenne famoso perché fu scelto dalla Repubblica
Sociale Italiana costituitasi sulla Riviera del Garda, come uno dei più
importanti edifici istituzionali della Repubblica stessa cioè il Ministero dell’Interno (ottobre
1943-aprile 1944).
Il
primo lavoro che fecero i ministeriali
della R.S.I. fu quello di mimetizzare le pareti esterne dell’edificio per
renderlo meno visibile agli attacchi aerei degli alleati, lasciando invece.intatti
gli stemmi dei comuni di Maderno e Toscolano dipinti a suo tempo da mio padre
Giovanni, che si trovano in alto sulla facciata principale.
Nel
suo interno, oltre agli Uffici Amministrativi, stabilì il suo personale ufficio
l’allora ministro dell’interno Guidi
Buffarini Guido che vi rimase fino al 21.2.1945, data della sua
sostituzione con Valerio Paolo Zerbino
che vi rimase fino alla data della liberazione (aprile 1945) Entrambi furono
poi fucilati dai partigiani: Buffarini il 31.5.1945 a Milano e Zerbino il
28.4.1945 a Dongo unitamente agli altri gerarchi.
Al
piano seminterrato avevano invece i loro uffici due altri importanti personaggi
politici e militari. Il famoso generale tedesco Kappler ed il Capo della Polizia della R.S.I. Montagna.
Dopo lo
scioglimento della R.S.I. (Aprile 1945) tutti abbandonarono gli uffici
lasciando i documenti sparsi sui pavimenti mentre la gente entrava liberamente
negli uffici. L’edificio rimase piuttosto malconcio per cui il Comune, con i modesti mezzi finanziari disponibili, cercò
di renderlo nuovamente agibile per l’uso scolastico.
Nel
1951, in
seguito alla grande alluvione del
Polesine che costrinse numerosi cittadini ad evacuare, ospitò per diversi
mesi, al piano interrato, un centinaio di questi profughi trasformandolo in un
grande dormitorio e usufruendo della cucina esistente.
Successivamente
questi locali furono adibiti alla nuova
scuola Media che, dopo diversi anni, si trasferì all’Istituto S.Cuore di
Maderno fino a quando non fu completata la costruzione a Toscolano di un
apposito edificio scolastico, dove venne definitivamente trasferita..
martedì 20 ottobre 2015
COSTITUZIONE DEL COMUNE DI TOSCOLANO-MADERNO
L’attuale comune di Toscolano-Maderno, costituito con Regio Decreto
In quel tempo, per ragioni economiche lo Stato
abolì i piccoli comuni unendoli ad altri confinanti per costituirne uno
solo.
Ecco
l’elenco dei numerosi amministratori che si susseguirono dal 1928 in poi, compresi i due
Commissari Prefettizi nominati dalle autorità della R.S.I. dal 1943 al 1945.
Il Commissario Prefettizio è un organo
monocratico di amministratore straordinario del comune o della provincia,
nominato in seguito allo scioglimento del Consiglio com.le o prov.le, che ha il
compito di amministrare l’ente fino all’elezione del nuovo consiglio e del
nuovo Sindaco o Presidente Provincia:
dal 1928 al 1929 -
Podestà Rag.Giovanni
Bonaspetti
dal 1930 al 1931 -
“ Cav.Ettore Bianchi
dal 1932 al 1935 -
“ Cav.G.Battista
Ciscato
dal 1936 al 1937 -
“ Sig. Angelo Elena
dal 1938 al 1943 -
“ Dr, Pier Luigi
Valdini
nel
1944 Commiss.Pref. Dott Ezio Careri
Aprile-Nov.1944 Commiss.Pref: Camillo Andreana
dal 1944 al 1945 “ “
Dott. Aristodemo Bevilacqua
dal 1945 al 1946 Sindaco Avv. Guido Ragozzi
dal 1947 al 1951 “ Ing, Carlo Benedetti
dal 1952 al 1956 “
Sig. Giuseppe Bompani
dal 1956 al 1960 “ Avv.Ignazio Maffizzoli
dal 1960 “ Cav. Nino Gaoso
dal 1961 al 1970 “ Sig. Ruggero Manfredi
dal 1970 al 1975 “ Rag. Gian Franco Cavallini
dal 1976 al 1980 “ Sig. Ruggero Manfredi
dal 1981 al 1985 “ Prof.Marco Manfredi
dal 1986 al 1990 “ Sig. Attilio Apollonio
dal 1991 al 1994 “ Prof.Marco Manfredi
dal 1994 al 1998 Sindaco Ing. Silvano Boni
dal 1999 al 2008 “ Ing.Paolo Elena
dal 2008 al 2013 " Sig. Roberto Righettini
dal 2008 al 2013 " Sig. Roberto Righettini
martedì 6 ottobre 2015
SCUOLA SERALE PROFESSIONALE A MADERNO NEL 1927
Dal gennaio 1927 una scuola serale professionale fu istituita a Maderno, a cura del DopoLavoro locale, lanciata, fra gli altri,dal sig. Mario Gaioni che riguardavala meccanica, l’edilizia, la falegnameria e la decorazione. Gli Ingegneri Luigi Dubbini e Andrea Visioli vi sovrintendevano e si occupavano anche di ottenere finanziamenti da ditte locali come la Cartiera, la Tessitura Serica, l’Oleificio Sociale Benacense, la Banca S.Ercolano di Maderno ed i sigg. Visintini..
Insegnanti furono i fratelli Giovanni e Fermo De Rossi. Il primo (mio padre) insegnava “ornato” ed il secondo disegno tecnico.La Scuola era frequentata da circa 40 allievi provenienti anche dai paesi vicini come Gardone e Gargnano.
Inizialmente la sua sede fu il Palazzo Gonzaga, poi furono usati i locali dell’ex Municipio in piazza a Maderno, ed infine quelli dell’Istituto Benamati dove si trovavano le scuole elementari. Purtroppo, con l’inizio dell’ultima guerra, quest’interessante iniziativa cessò la sua attività e non trovò,successivamente, persone che la sostennero o che capirono la sua utilità pratica e sociale.
Dal Giornale del Garda dell’11novembre 1929, si apprende che il giorno precedente fu inaugurata nel Palazzo Gonzaga la mostra dei lavori di disegno eseguiti dagli allievi. Ai più meritevoli, che qui sotto sono elencati, furono distribuiti premi consistenti in libretti di risparmio sui quali vi erano depositate modeste somme, ma che avevano però un notevole significato d’apprezzamento del lavoro svolto.
I° Corso
1° premio a Perini Giovita (edilizia) e Giovanelli Giuseppe (ornato)
2° premio a Tomasi Giuseppe (ornato) e Bertoldi Aldo (edilizia)
3° premio a Bertasio Bortolo (edilizia) e Ferrari Sigismondo (ornato)
4° premio a Bottura Natale (fabbri) e Pellegrini Battista (edilizia)
2° Corso
1° premio a Cappa Leone (edilizia), Pazzoli Giuseppe (ornato) e Bentivoglio Elio (falegnami)
2° premio ad Andreoli Pasquale (ornato) e Beretta Angelo (edilizia)
3° premio a Pilati Fausto (fabbri)
3° Corso
1° premio a Giovanelli Adolfo (ornato)
2° premio a De Rossi Fausto (ornato)
3° premio a Zuradelli Aldo (ornato
4° premio a Benini Bruno (ornato)
5° premio a Sinibaldi Rocco (ornato)
Nello stesso anno ed in quelli successivi altri concittadini molto conosciuti per essersi affermati nelle loro attività lavorative, hanno frequentato con profitto questi corsi.
Ne ricordiamo alcuni, che purtroppo ci hanno lasciato, fra i quali Costante Marsadri e Vasco Belloni di Maderno, Savino Zuradelli e Adolfo Giovanelli di Toscolano
sabato 3 ottobre 2015
SCOPERTE ARCHEOLOGICHE IN VALLE DELLE CARTIERE
Nella
Valle delle Cartiere, circa sei secoli fa, oltre a numerose fucine per la lavorazione
del ferro già esistenti,chiamate allora
“ferrarezze”, sorsero le prime cartiere che, nel corso dei secoli successivi,
aumentarono fino a raggiungere nel
Seicento il numero complessivo di 160, occupando così ogni piccolo angolo della
valle. Il motivo fu uno solo: lo sfruttamento dell’energia idraulica del
torrente Toscolano.
Quando,
invece, verso la fine dell’Ottocento fu disponibile l’energia elettrica, gli
opifici incominciarono a diminuire e agli inizi del Novecento, quando quasi
tutte le cartiere esistenti nella valle erano divenute di proprietà Maffizzoli,
questi ritennero economicamente più conveniente per i rifornimenti di materia
prima e per lo smercio del prodotto finito, di trasferire la loro attività a
Toscolano in località “Capra” costruendo un grande stabilimento. L’energia
elettrica per il funzionamento dello stesso era prodotta dalle officine
elettriche delle Camerate e delle Garde.
Fino
al 1874, data di costruzione delle gallerie e della strada di accesso, gli
opifici della valle si potevano raggiungere attraverso tortuosi sentieri che
scendevano da Gaino. Le centinaia di persone, uomini e donne, che lavoravano
nelle fabbriche, per abbreviare il percorso, erano costretti a percorrere il
pericoloso “sentiero delle assi” posto fra la seriola ed il letto del fiume. Il
sentiero prese questo nome perché, per raggiungere le varie cartiere poste
alcune sulla riva destra ed altre su quella sinistra del torrente, furono poste
delle assi di legno che avevano la funzione di piccoli ponticelli.
Fino
al 1928, epoca in cui i comuni di Maderno e Toscolano si unirono in un solo
comune, il torrente faceva da confine fra gli stessi fino oltre Maina
superiore. Da qui il confine abbandonava il torrente e saliva direttamente
verso il monte Pizzocolo.
Dopo
l’abbandono della valle da parte dei Maffizzoli, la stessa è caduta in un grave
stato di degrado e la vegetazione ha completato l’opera, ragione per cui – da
qualche anno – un gruppo di ricercatori dell’Università di Padova, diretti dal
Prof. Brogiolo verso la fine dell’estate si sono ritrovati nella valle per
riportare alla luce i resti di una antica cartiera in località “Gatto”, che si
trova presso il ponte in pietra che si collegava con Luseti crollato nel 1939.
Terminato
questo lavoro gli stessi ricercatori si sono spostati nel 2006 sulla strada fra
Maina superiore e Vago per scavare sui resti di una piccola cartiera risalente
al Cinquecento.
I
lavori di scavo hanno dato esiti clamorosi. Dopo aver asportato la numerosa
vegetazione e la terra che copriva i
resti di questo opificio, sono venuti alla luce alcuni piccoli locali. In uno
di questi sono state trovate, da una parte, n.6 vasche rettangolari scavate in
un unico blocco di pietra e, dall’altra di fronte a queste un altro masso
intero di pietra con diversi fori tutti delle stesse dimensioni nei quali
venivano installati dei pestelli di legno o “folletti” che, azionati
dall’energia idraulica di un canale che scorreva di fronte al piccolo stabile,
battevano violentemente, come martelli, gli stracci posti nelle vasche di
fronte riducendoli ad una poltiglia. Questa, dopo essere stata pressata ed
asciugata, veniva trasformata in fogli di carta. In un locale attiguo è stato
rinvenuto un piccolo forno costruito in pietra e mattoni che doveva servire a far
bollir la colla necessaria per impermeabilizzare la carta onde evitare che
l’inchiostro non si trasferisse nel retro del foglio. In questi locali sono
stati rinvenuti anche numerosi attrezzi dell’epoca, che saranno collocati nel
Museo della Carta.
Tali
importanti reperti sono stati recintati e, in seguito, si dovrà pensare ad
eseguire le opere necessarie di conservazione degli stessi in modo che
diventino un patrimonio culturale permanente a disposizione del pubblico.
venerdì 2 ottobre 2015
NEL 2000 DEMOLITA ANTICA CARTIERA
La più antica
cartiera di Toscolano presso il ponte vecchio dopo la cessazione dell’attività
della cartiera Vetturi avvenuta alcuni anni fa, (siamo ora nel 2000) sta ora
scomparendo per far posto ad un nuovo edificio. (IL MUNICIPIO)
Da un documento datato 17 ottobre
1381,( ben 619 anni fa!) del Notaio Bonaventura Belloni di Gaino, che stabiliva
l’uso dell’acqua del torrente Toscolano fra le comunità di Maderno e Toscolano per il funzionamento
delle industrie cartarie, si desume, infatti, che in quell’anno la cartiera era gestita dai Bellintani di
Volciano.
Prima di giungere agli
ultimi proprietari Vetturi, l’edificio passò nel corso dei secoli dai
Bellentani ai Bonfadini, Benaglia, Setti, Grazioli, Monselice, Zuanelli,
Andreoli e rag.Maffizzoli.
Fra
i proprietari e gestori che maggiormente
si distinsero per l’intensa attività bisogna citare gli Zuanelli associati con
i Fioravanti i quali la detennero dal XVIII fino alla metà del XIX secolo. Essi
possedevano navi proprie con le quali fornivano la carta di loro produzione nei
vari porti del Mediterraneo. Originari di Toscolano, non avevano soltanto
questa cartiera. Dai dati catastali del 1720 risultava che fossero proprietari
anche di altre cartiere e precisamente: due alla Religione, una a Luseti, una a
Canneto, una alla Quattro Ruote, una in località Lupo e una in Maina. Anche
quelle di Andrea Maffizzoli furono prima, di loro proprietà. Riuscirono ad
associarsi ad alcune combinazioni commerciali volte a potenziare meglio le loro
esportazioni e per questi loro meriti in
campo economico entrarono nelle fila dell’aristocrazia dominante in quel tempo
Di questa importante famiglia , è rimasto il palazzo, cioè l’attuale ex casa
Franceschini-Ragozzi al ponte di Toscolano sulla cui facciata, in alto, si può
ancora adesso ammirare lo stemma di famiglia (una Z ”Zu” con una freccia che infila tre
anelli). Lo stesso tipo di stemma, ma in pietra, lo troviamo sul bellissimo
portale del palazzo a Messaga, ora
trasformato in condominio, ove risiedeva un altro ramo della stessa
famiglia imparentato con i Conti Fioravanti di Salò, passato poi ai Bertera e
per ultimo a Fontana.
Il
Fossati, nel suo “Benacum” ricorda che, prima della costruzione del ponte
vecchio, avvenuta nel XVI° secolo, Maderno e Toscolano erano collegati da un
ponte di legno costruito sui resti di un precedente antichissimo ponte romano
che frequentemente veniva travolto dalle piene del torrente, situato a pochi
metri più a monte. Al ponticello si accedeva soltanto per una viuzza che passava
attraverso il portone d’accesso della cartiera che sta scomparendo. Tale strada
rimase di uso pubblico sino agli ultimi anni della dominazione austriaca e,
dopo la costruzione del ponte, servì per condurre ad abbeverare il bestiame e
per le lavandaie.
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