giovedì 9 giugno 2016

ZANIBONI Prof.PIETRO

ZANIBONI Prof. PIETRO
(1840 - ?)
Di antica ma decaduta famiglia di Gaino, fu avviato al Sacerdozio, che abbandonò per dedicarsi allo studio delle lettere, insegnando nel frattempo presso convitti privati; conseguita poi la laurea in lettere, fu Direttore delle Scuole Magistrali di Padova, dove morì. E’ il padre del prof. Ferruccio Zaniboni che fu insegnante in letteratura italiana nel liceo classico di Brescia, morto in età appena matura non sono molti anni (quando fu scritto dal Fossati era il 1939) e sepolto nel cimitero di Gaino, dove conservò sempre la casa a vita. Abbiamo del padre a stampa diversi romanzi storici e parecchie conferenze.
Da “Benacum – Storia di Toscolano” pag.342 - di Donato Fossati

SALVADORI DR.G.BATTISTA


SALVADORI Dott. GIO.BATTISTA
(Gaino 2.11.1854 – 22.8.1928)
Studiò medicina e fu allievo prediletto e amico del celebre chimico prof. Sen. De Giovanni, che preferiva soggiornare a Gaino per godere della sua compagnia. Rinunciando alla carriera per quarantasette anni tenne con grande scrupolo la condotta medica delle frazioni di Toscolano sognando di fare della località una stazione profilattica e climatica e, come ha scritto Paolo Guerrini “per questa battagliò ed ebbe molte noie, serenamente affrontate con l’alacre spirito di uomo superiore, che alla cattiveria degli uomini seppe sempre opporre la forza morale dell’animo virile e della sua svariata cultura”.
Lascia parecchi studi nel campo igienico sanitario; colto nelle lettere latine e nella letteratura classica, ne diede saggio in scritti e conferenze; dotato di felice vena poetica, fu facile verseggiatore. Ha pubblicato “S.Francesco D’Assisi. Studio sul canto XI del Paradiso dantesco. Conferenza pubblicata per il VII centenario della morte del poverello”. (Toscolano Tip.A.Giovanelli 1926,16 p.)
Da “Enciclopedia bresciana” pag.112/113 vol.XVI - di Fappani

Medaglia d'oro COBELLI ERCULIANO


Nel giardino antistante la Cappella ai Caduti di Maderno, sulla sinistra, si può ammirare parte di una colonna romana in pietra, che risulta proveniente dalla villa Feltrinelli di Gargnano ed è dedicata appunto alla Medaglia d’oro Capitano Erculiano Cobelli. Dall’Enciclopedia bresciana curata da Mons. Fappani veniamo a conoscenza che ERCULIANO COBELLI, nato a Maderno il 2.1.1834 e morto a Sassari il 31.7.1915, di Domenico e di Domenica Bruni, era un soldato di leva nell’esercito austriaco e passò poi a quello italiano nel quale, nel 1861, era sergente nel 43° Reggimento fanteria. Partecipò alla lotta al brigantinaggio e fu protagonista di uno dei più salienti episodi. Accerchiato, infatti, con i suoi diciotto uomini da 400 briganti, seppe aprirsi con loro il varco della salvezza colla baionetta. Venne decorato di medaglia d’argento e poco dopo promosso Ufficiale.
Fu poi insignito di medaglia d’oro con la seguente motivazione: “Comandando un posto di 18 uomini fu assalito da 400 briganti, si difese eroicamente, aprendosi poi la ritirata alla baionetta,dopo aver perduto otto dei suoi uomini. – Isoletta (Caserta) 11 novembre 1861.
Da “Enciclopedia bresciana” pagg.258-259 Vol.II - di A Fappani

mercoledì 8 giugno 2016

DON CRISTOFORO BENAMATI


Fino al 1800 l’antica Via Regia che dalla Piazza di Maderno saliva verso il paese fiancheggiando la chiesa monumentale, era chiamata, oltre che Via della Chiesa, anche “Via del Palazzo” con preciso riferimento a quello che i Gonzaga edificarono intorno al seicento. Poi fu definitivamente chiamata Via Benamati in onore e memoria del Sacerdote Cristoforo Benamati, scomparso nel 1799 a 85 anni. Egli creò, per testamento, l’Istituto Scolastico Benamati al quale legò la sua casa e le rendite dei suoi fondi.
I non più giovani ricordano in modo particolare questo solido edificio, ora trasformato in appartamenti, che prima ospitava sia l’Asilo Infantile che la Scuola Elementare.
Claudio Fossati nel 1890 ricorda la personalità e le virtù di questo Sacerdote nel volumetto “Prete Cristoforo Benamati e Dr.Giuseppe Sgraffignoli”.
Cristoforo Benamati nacque del 1713 e, secondo il Fossati, fu “religioso senza ostentazione, saggio, tollerante come chi è largo di mente e di cuore, severo con se stesso, indulgente con tutti, ma saldo nelle sue credenze, intransigente solo con la sua coscienza. Fu Sacerdote per elezione, docente per genio, filantropo per sentimento, studioso per bisogno dello spirito.” Egli cercava sempre di comporre amichevolmente i dissidi, visitava e soccorreva i poveri infermi. Nel suo testamento il Benamati esprimeva la volontà, poi rispettata, di istituire nella sua casa di Maderno una Scuola di pubblica educazione il cui principale scopo fosse l’educare la tenera gioventù nella religione e nella pietà verso Dio.

martedì 7 giugno 2016

FOSSATI DONATO


FOSSATI DONATO
(Toscolano 6 ottobre 1870 – Salò 14 agosto 1949)
Di Claudio e di Caterina Avanzini. Stabilitosi a Salò, dopo la laurea, vi esercitò la professione di Avvocato e si dedicò presto alla vita pubblica. Liberale moderato fu consigliere comunale di Salò e dal 1906 al 1910 fu prosindaco. Si interessò, soprattutto del rinnovamento edilizio della città. Nel 1908 dimessosi l’Ing.Corniari per presentarsi candidato alle elezioni politiche, il Fossati lo sostituì alla presidenza della Deputazione provinciale e vi venne confermato nel 1910, 1914 e nel 1920 fino al 1924. Durante la guerra tenne discorsi fortemente patriottici fra i quali ebbe viva eco quello tenuto il 25 giugno 1916 al Teatro Comunale di Salò. Con il fascismo tenne posizioni di distanza e vi è chi sostiene che abbia rifiutato per ben tre volte la nomina a senatore. Si dedicò invece oltre che alla professione anche agli studi storici. Fu Sindaco di Salò dalla liberazione, e della prima amministrazione del dopo guerra, dall’aprile al dicembre 1946.
Studioso di cose bresciane fu socio e dal 1946 al 1949 presidente dell’Ateneo di Salò, socio corrispondente dell’Ateneo di Brescia.
Pubblicò: “Villa di Salò”(Salò, Devoti,1925); “Salò e la Lugana” (Ib.1926); “La valle di Vestino” (Salò, Bertolotti,1931); “Benacum. Storia di Toscolano” (Toscolano tip.A.Giovanelli MCMXLI,pp193 in 8); “Distinte famiglie di Riviera” (Salò G.Devoti,1941, pagg.41 in 8); Rivieraschi illustri” (Salò G.Devoti,1942,pp.46 in 8); “Lapidario urbano. Note di storia locale bresciana” (Salò, G.Devoti,1942,pp.70 in 8); “Storie e leggende”(vol.I. Salò G.Devoti,1943,pp.115; “Chiese e monasteri in Salò” (Salò, G.Devoti,1943,pp.67 in 8); “Storie e leggende” (Vol.II. Salò G.Devoti,1944, pp.124 in 8); “Festa della Vittoria, 13 maggio 1945. Discorso del Sindaco di Salò avv.Donato Fossati” (Salò, G.Devoti, 1945, pp.6 in 8 n.n.); “L’ora che passa. Conferenza tenuta al teatro Comunale di Salò il giorno 29 luglio 1945” (Salò. G.Devoti, 1945, pp.18 in 8); “Monarchia o Repubblica? Conferenza tenuta al teatro Comunale di Salò il giorno 19 agosto 1945"”(Salò. G.Devoti,1945,pp.24 in 8); "Una pagina di storia salodiana, Conferenza tenuta al teatro Comunale di Salò il giorno 23 settembre 1945” (Salò, G.Devoti, 1945 pp.21 in 8); Fra le altre pubblicazioni: “Per il centenario della morte di Cristoforo Benamati di Maderno”, “In memoria del comm.avv.Marco Leonesio”; “Il centenario dell’Unità d’Italia con Roma capitale”; “Inaugurandosi a Salò il lungo lago Giuseppe Zanardelli”; “La guerra e la pace”; “L’alto Benaco redento”; “Una celebre disfida a Lodrone”; “Treviso Bresciano” ecc. Pubblicò inoltre poesie in giornali e riviste.

NOTAIO CLAUDIO FOSSATI



Compì i primi studi a Salò e a Desenzano, nel Liceo di Brescia e si laureò poi all’Università di Pavia: fu Notaio in Toscolano. Venne eletto, molto giovane, consigliere comunale e poco dopo, nel 1867, Sindaco di Toscolano, carica che tenne per più di vent’anni. Fu consigliere del comune di Salò, consigliere provinciale per il mandamento di Gargnano. Nel 1871, con il rag. Giuseppe Ferrari si faceva promotore di una società per la ferrovia Brescia-Trento. Fornito di solida cultura, si dedicò anche agli studi di storia locale. Raccolse documenti, edizioni rare specie delle Tipografie di Toscolano, oggetti d’arte, monete, medaglie, ecc. Fu socio dell’Ateneo di Brescia fu inoltre presidente della Società di M.S. (mutuo soccorso) di Toscolano e direttore del Casino privato.
Lasciò manoscritta una storia di Toscolano che poi venne sviluppata dal figlio Donato.
Pubblicò: “Relazione sulle condizioni morali ed economiche del comune di Toscolano” (tip.Conter 1879-Salò); “I Bernardini da Monselice” (Brescia, Tip.Bersi e C. 1881); “Notizie intorno a Francesco Calzone di Salò” (Brescia Tip.,Sentinella Bresciana 1893); “ Il feudo di Muslone” (Salò, tip.Conter 1889); “La Riviera alla battaglia di Lepanto” (Salò tip.Conter 1890); “Prete Cristoforo Benamati e il Notaio Giuseppe Sgraffignoli” (Salò Tip. Conter 1890); “Valle Tenense Polpenazze e i suoi Statuti” (Brescia Tip.Sentinella Bresciana 1891); “Una villa romana in Toscolano” (Salò Tip.Devoti 1893, 48 p. in 8°gr.).- Gli studi sul feudo di Muslone e le “Notizie intorno a Francesco Calzone a Salò”. Pubblicò anche nei “Commentari dell’Ateneo di Brescia” rispettivamente nel 1889, e nel 1893.
(in "Enciclopedia Bresciana" pag. 268 vol. IV - di A. Fappani)

domenica 5 giugno 2016

SOPRANO COBELLI GIUSEPPINA





Nata a Maderno nel 1898 e morta a Barbarano di Salò nel 1948 GIUSEPPINA COBELLI  era figlia di Giuseppe da Maderno e di Maria Bazzani da Gardone. Primogenita di quattro fratelli, sin da giovanissima si trasferì a Gardone con la famiglia che esercitò le mansioni di custodia della “Villa Cargnacco” del tedesco Prof.Thode. Quando nel 1921 divenne la dimora di D’Annunzio, la famiglia Cobelli dovette traslocare in un’altra abitazione di Gardone perché il poeta desiderava la tranquillità,
            Dino Laude e il Dr.Vittorio Pirlo hanno scritto un volume, edito dall’Ateneo di Salò, illustrando ed esaltando la vita di questa famosa cantante lirica  che, dagli amici, era chiamata semplicemente “Peppina” .Dalla suddetta pubblicazione ho attinto le notizie sulla nostra illustre concittadina che, sin dall’infanzia, dimostrò una particolare vocazione per il canto. Iniziò lo studio del pianoforte con l’aiuto della Prof.ssa Maria Molinari di Gardone ed ebbe la fortuna di esercitarsi – durante la sua permanenza a “Cargnacco” - con il pianoforte Steinway del proprietario Prof. . Thode che era appartenuto a Liszt, noto compositore, pianista e direttore d’orchestra ungherese.
            Scopritore del suo talento fu il maestro Giacomo Benvenuti (1885-1943) compositore e musicologo d’alta fama, valente organista ed ottimo direttore d’orchestra che, dopo aver ottenuto il diploma di magistero per pianoforte ed organo, fece da guida negli studi e durante la sua carriera artistica.
            Il Benvenuti, originario di Toscolano, era figlio di Cristoforo (1851-1929) organista della Chiesa di Toscolano, dopo aver conseguito il diploma di magistero per pianoforte ed organo.
            Il debutto della Cobelli avvenne nel 1924 a Piacenza. Dal 1925 iniziò la sua fulgida carriera che dovette purtroppo interrompere nel 1939 a causa di un male inguaribile che la portò nella tomba il 1.9.1948 dopo una fortunata tournèe in Sardegna. Il Dott. Antonio  Duse, noto medico del tempo, fu il suo medico di fiducia.
            Vastissimo fu il suo repertorio: 146 opere di cui circa 80 interpretate. Nel 1929 Arturo Toscanini la chiamò ad interpretare la parte d’Eboli nel Don Carlos alla Scala di Milano. Sempre nello stesso teatro, considerato il massimo tempio della lirica italiana, interpretò Valchiria ed altre importanti opere liriche.
            Da Milano a Vicenza, Brescia, Firenze, Parma, Torino, Genova, Lecce, la Cobelli riscosse successo ed ammirazione. Con le sue “tournèes” attraverso l’Europa, l’America e l’Australia estese il suo successo anche all’estero. Nel 1934 e 1935 è all’Opera di Roma  e si esibisce alla presenza dei sovrani e del capo del governo.
            Peppina era tenace e studiosissima  tanto che in una decina di giorni apprendeva l’opera da eseguire. Una, addirittura, la apprese in una sola notte  viaggiando in treno da Bruxelles a Roma. Come ogni artista era anche un poco superstiziosa, stipulava i contratti il martedì e partiva solo il venerdì.
            Vivendo esclusivamente per il teatro, non si creò una famiglia ed il frutto delle sue fatiche lo dedicò ai genitori ed ai fratelli. Aveva, infatti, acquistato ed ampliato l’Albergo Spiaggia d’Oro di Barbarano per donarlo ai propri familiari.
            Dopo numerose e varie ricerche in Italia, tramite internet, ho potuto trovare negli Stati Uniti un CD dove sono incisi, tra gli altri, alcuni brani cantati alla Scala di Milano da Giuseppina Cobelli e precisamente:
-            La Gioconda (Ponchielli) – Suicidio!
-         - La Cavalleria Rusticana (Mascagni) Voi lo sapete
Dal 6 al 28 settembre 2008, presso il Museo della Carta in Valle delle cartiere, si è tenuta la mostra “LA DONNA DEL LAGO – IL SOPRANO GARDESANO GIUSEPPINA COBELLI.”  a cura del Comune di Toscolano-Maderno. Questa iniziativa, fortemente voluta e realizzata dal Prof.Maurizio Righetti, docente di Musica alla locale Scuola Medias è un tributo alla famosa cantante. Il numeroso materiale esposto (documenti personali, locandine, fotografie dell’artista, partiture, dischi dell’epoca, ecc. è il frutto della generosità della sig.ra gelmini di Gardone Riviera, compagna di Andrea Cobelli, fratello della cantante, che custodiva gelosamente da anni..