venerdì 4 dicembre 2015

I NOMI DELLE ANTICHE VIE DI MADERNO

In un apposito articoletto del mio Blog ho ricordato il nome delle varie contrade di Maderno esistenti nei secoli scorsi. Esaminiamo ora il nome originale delle vie che appartenevano a queste contrade le quali però, nel corso degli anni lo hanno perso e sostituito con un altro.
            Iniziando con la Piazza ora denominata San Marco, mentre nel passato, sempre per ragioni politiche, fu dedicata a Giuseppe Mazzini, a San Marco, a Vittorio Emanuele II°, a Ettore Muti, a Antonio Gramsci e, infine, si è ritornati ancora a San Marco. Dalla piazza si stacca la Via Benamati che sale verso il paese ed è dedicata all’omonimo Sacerdote benefico scomparso nel 1799, che prima si chiamava Via dei Broli inferiori o Via della Chiesa. Il nome allora attribuito era perfettamente adatto alla sua ubicazione perché ad est vi erano numerosi “broli” vale a dire orti e giardini che si estendevano su tutto il promontorio, mentre la stessa iniziava dall’unica chiesa parrocchiale (la romanica di S.Andrea). La via dei broli superiori o di mezzo era invece l’attuale Via Garibaldi, mentre la Via Montana portava il nome di Via del Fosso in quanto la stessa, nei tempi passati ed in periodi di pioggia, diveniva un autentico fosso che si scaricava a lago. Quest’ultima, all’inizio, s’interseca con Via Aquilani che anticamente era chiamata Via dell’arco (o del Portone)  perché esisteva un cavalcavia che congiungeva la casa Monselice (poi chiamata Speranza) con la dogana che si trovava in riva al lago nel piccolo porto di fronte al quale fino ad alcuni anni fa esisteva una tipografia. Il Vicolo dei Mille, che congiunge la via Montana con la Via Garibaldi era chiamato invece “Tresandello Toffanetti” in quanto, probabilmente, vi abitava una famiglia che così si chiamava. Così come l’attuale Vicolo Portichetto che era denominato Vicolo dei Valenti.
            Nell’antica contrada “Paradiso” si trovavano la Via Capra (ora Via Moretto) che si trasformava in Via Capra campagna quel tratto che dalla strada statale s’inoltrava nei campi. L’attuale Via Settembrini, invece, si chiamava Via delle Scardevere (pare derivi dal nome di un pesce, forse scardola), mentre Via D’Annunzio si chiamava Strada del terminello e Via Ugo Foscolo  Strada della crocetta. Le attuali via Fratelli Bianchi e Via Silvio Pellico, erano chiamate rispettivamente Via degli orti e Strada sotto gli orti, mentre il Lungolago Giuseppe Zanardelli era la Via del Rivellino che significa che in questa zona esistevano anticamente opere di difesa del castello di Maderno.
            La Via Bellini, che dalla statale presso la casa cantoniera scende verso il promontorio e così Via Promontorio, si chiamavano Via Mulini, per l’esistenza di mulini, e Garberia, dal nome tedesco “Gerberei” che significa l’esistenza, dove si trova ora un oleificio, di un laboratorio per la concia delle pelli.
            Al “Borgo” invece l’attuale Via Mantova era il Vicolo del Ghetto, mentre Via Carlo Setti era la Via del Chini. Il Vicolo del Signore è divenuto Via Solferino, mentre Via Roscia è ora Via Tito Speri. Le attuali Vie Cavour e Mazzini erano  identificate come Via della Quadrellata, così chiamata per la fitta parcellizzazione a piccoli quadri dei terreni limitrofi all’abitato, destinati ad orti, mentre Via Beltrami, dedicata ad un Sacerdote locale distintosi particolarmente in occasione della peste, era il Vicolo Rotondo.
            Infine l’attuale Via Roma, la statale che porta a Fasano, dalla casa Arrighi al Bornico era la Via del portone, dato che anticamente in località “rovinato” esisteva un solido portone d’ingresso al paese.
                                                                                              

LE CONTRADE DI MADERNO NEI SECOLI SCORSI

Con il trascorrere dei tempi tutto si evolve e si modifica. Mi riferisco, in questo caso, al cambiamento radicale del nome delle strade del nostro paese che un tempo, non molto lontano, erano inserite in contrade la cui loro denominazione è attualmente scomparsa. Il loro nome lo ritroviamo in vecchi documenti, come mappe catastali o certificati di nascita di quel tempo.
            Cerchiamo ora di vedere come si chiamavano queste contrade poiché le stesse, che fanno parte della nostra storia locale, hanno mantenuto il loro nome originale fino ai primi anni del Novecento ed i nostri nonni e genitori senz’altro li avranno conosciuti. In un’altra occasione vedremo, invece, il nome delle vie che sono state quasi tutte cambiate.

Contrada RIVELLINO

Attuali vie Lungolago , F.lli Bianchi e altre vie

Comprende la lingua di terra che si stende ad est della chiesa  di Sant’Andrea, la nuova parrocchiale sorta nel 1775 e inaugurata nel 1825, sulle rovine del castello risalente al Medioevo che fu costruito  anticamente quale baluardo contro le minacce barbariche. Il castello, intorno alla metà del secolo XIII, fu trasformato in palazzo pubblico, sede del podestà e poi del vicario. Col tempo andò in rovina e nel 1645 un incendio lo distrusse completamente. Anticamente in questa zona si trovava il Brolo del vescovo che lo stesso prelato doveva tenere a disposizione dell’esercito Imperiale, in cambio d’esenzioni e privilegi. Nel 1289 esisteva una via detta del Cedrario. Il nome Rivellino ricorda che in questa zona vi erano anticamente opere di difesa del castello stesso.

Contrada del PALAZZO (Palàs Gonsàga)

Attuale parte di Via Benamati e via Garibaldi
 Comprende le  attuali vie Benamati (fino al crocevia) e  Garibaldi, anticamente chiamate dei Broli inferiori e  Broli superiori. Prese questo nome agli inizi del Seicento quando  i Gonzaga, duchi di Mantova, costruirono  una lussuosa villa, ora in parte distrutta,che, successivamente fu collegata a quella del Serraglio tramite un androne sotterraneo.

Contrada PARADISO
Attuale proseguimento Via Benamati dal crocevia e Via S.Bartolomeo
. I campi coltivati che si trovavano fra l’attuale via Moretto (già Capra) e Via San Bartolomeo, facevano parte della contrada del Paradiso. Le proprietà dei Gonzaga si estesero anche all’attuale palazzo Bulgheroni, che fu antica sede del convento dei Padri Serviti, insieme all’ex villa Caprera con relativa chiesetta sorta nel 1467. Nel 1652 il conventino fu soppresso ed i beni acquistati dai Gonzaga. Estinta nel Settecento la famiglia Gonzaga, le proprietà passarono alla casa regnante.

Contrada CASTELLO (Castèl)
L’attuale via Sant’Ambrogio, già antica strada maestra per Sanico (Sanìc), conduce nella località in cui anticamente esisteva il Castello di Malpaga, poco sotto la chiesetta di San Martino (San Martì). Fu così chiamato perché in esso venivano rinchiusi i debitori morosi. La prima stradella che s’incontra a sinistra salendo da Maderno è chiamata Ceriolo (Seriol) ed un ramo della stessa porta in località Calcine (Calsìne), l’altro alla contrada dell’Acqua Santa.(Aque Sànte). L’attribuzione di questo nome è giustificato dal fatto che le processioni ed i funerali che si recavano alla chiesetta di San Martino passavano attraverso questa via, ora divenuta un sentiero. La successiva strada che si stacca a destra è chiamata Maìna (Maìna de sùra) e porta nella Valle delle cartiere.


Contrada GARBERIA E MULINI (Garberìa e Mulì)

Attuale Via Bellini (ex Mulini) e Via promontorio

Dove ora sorge un oleificio esistette per diverso tempo una conceria di pellami che lasciò a questa località il nome di Garberia, derivante dal nome di origine tedesca Gerberei, che significa laboratorio per la concia delle pelli, nella quale si usavano cortecce e foglie di vari alberi come la roverella e lo scotano, ricche di tannino, particolarmente diffusi sulle nostre colline. Anche due mulini si trovavano in questa zona, il primo, di proprietà del comune di Maderno, era collocato dove si trova ora la Cartiera di Maderno e l’altro vicino all’attuale frantoio delle olive. Questi complessi sono sorti per sfruttare l’energia idraulica della seriola, ora interrata

Contrada BORGO (Bòrg)
Attuale Via Cavour

Nel Medioevo la contrada si riferiva ai terreni che si trovavano all’esterno del portone che chiudeva l’accesso all’abitato di Maderno. Attualmente con Borgo si identifica l’abitato di Maderno compreso tra le contrade del Fosso (Fòs) a ovest e dei Tre Santi (Tré sanc’)a est.. E’ attraversata dal fossato di Bombai (Fòs dei Bombài), ora intubato.

contrada  del FOSSO (Fòs)
Attuale parte alta di Via Benamati

Vasum Tornigle era chiamato in un documento del 1279 il fossato che scorre a lato dell’oratorio, ora intubato, e che ha dato il nome alla contrada. Questa è compresa nella più estesa contrada del Borgo (Bòrg), della quale rappresenta il limite occidentale. L’acqua del fossato era utilizzata in passato per irrigare le limonaie che si trovano sulle pendici della costa collinare alle spalle dell’abitato. Di questa contrada fa parte anche la medievale contrada del Pozzo (Pòs) così detta dalla presenza di un pozzo al quale attingeva la popolazione per il rifornimento d’acqua.

Contrada del POZZO (Pos)
Attuale inizio di Via Cavour che incrocia Via Vitali e Via  Beltrami
Dopo quella del Fosso troviamo quella del Pozzo (Pos). Fu così chiamata per la presenza di un pozzo al quale attingeva acqua la popolazione della zona.

Contrada della QUADRELLATA (Quadrelàa)
Attuale Via Cavour, Via Mazzini e Via Sacerdoti

La contrada, che fa parte della più ampia contrada del Borgo (Bòrg), nel Settecento trae il nome dalla fitta parcellizzazione a piccoli quadri dei terreni limitrofi all’abitato, destinati ad orti. La contrada del Portone del Borgo, oggi estinta, comprendeva le case prossime al portone a saracinesca, di cui si vedono ancora le guide scolpite nelle pietre d’angolo di questa casa medievale. Verso monte si incontra la contrada del Ghetto (Ghét), nome che fa riferimento alla presenza di un labirinto di vicoli angusti, non alla presenza di ebrei, qui non documentata e che fu comunque scarsa.

Contrada FONTANE e TRE SANTI
Attuale proseguimento di Via Cavour, Via Carlo Setti e Via Fontane

Comprende la località Fontane (Fùntane) punto più alto del paese in cui esisteva una fontana pubblica alimentata dal fossato di Bombai (Fòs dei Bombai) che in tempi più recenti è stata sostituita dagli attuali lavatoi e la località Tre Santi (Tre Sanc) che si estende fino al confine con Toscolano. Esiste qui una nicchia nella quale si trovano: al centro la statua della Madonna ed ai lati quelle di San Francesco d’Assisi e San Giovanni Nepomuceno. Quest’ultimo fu fatto annegare nel 1393 nel fiume della Moldavia (Boemia) per non aver rivelato all’Imperatore Venceslao i peccati della moglie.

Contrada MACLINO  (Maclì)  - alt. m 201

In epoca romana si chiamava, unitamente a Vigole, Vicus Macrinus in memoria del Console Marco Nonio Macrino. Poco al di sotto della chiesa dedicata ai Santi Faustino e Giovita, si stacca un tortuoso antichissimo sentiero detto Procho che significa rovinato o del Proch, come risulta dall’inventario delle strade del comune di Maderno del 1849, che  raggiunge la statale sottostante. Fino a qualche secolo fa la strada esterna del paese era denominata Bombarda, mentre quella che parte dal bivio per Vigole prendeva il nome di Balbina. Un’altra stradella, ora scomparsa, che partiva poco più in alto della chiesa e raggiungeva la via Balbina era invece chiamata Balbina combattuta

Contrada VIGOLE (Vìgle) – alt. m 285

In epoca romana (secolo II d.C) era chiamata Vicus che unito a Macrinus formavano il Vicus Macrinus, per ricordare il Console Marco Nonio Macrinus, marito di Nonia Arria, proprietaria della villa romana di Toscolano. Il 13 settembre 1962 fu inaugurata dal Vescovo di Brescia Mons. .Giacinto Tredici la nuova chiesetta dedicata alla Madonna del Rosario, posta sul colle che domina la valle di Vigole, eretta dalla famiglia Saletti in memoria di Federico Mensi che abitò per parecchio tempo in località Rosei e donata alla Parrocchia di Montemaderno. Nell’interno un dipinto raffigura la Madonna del Rosario, copia della Madonna del Lorenzetti, che è divenuta così la protettrice della frazione e viene festeggiata la seconda domenica d’ottobre.

Anticamente chiamato SENICO - SANICO (Sanìch) – Alt. m 339

Potrebbe derivare da un nome di persona come Senus o Sennus, o da Sommus Vicus, villaggio posto molto in alto. Da qui diparte, verso nord, la strada consorziale che porta prima a Sant’Urbano (Sant Ürbà) e dopo alla cima del Monte Pizzocolo (Pisòcol),  mentre invece quella diretta verso sud-est conduce a S.Martino (San Martì) dove attorno alla chiesetta dedicata al santo di Tours, si trova il cimitero di Montemaderno. Fino verso la fine dell’Ottocento in questo cimitero trovarono sepoltura anche i defunti di Maderno. Secondo un’antica leggenda, prima che si aprisse il varco delle Garde, le acque del torrente Toscolano formavano in questa valle un laghetto che lambiva un romitorio, successivamente trasformato in chiesetta ma lasciando inalterata la torre circolare di origine romana, probabilmente costruita a protezione del paese di Sanico.

Contrada BEZZUGLIO (Besöi) – Alt.m 225
Antica frazione di Maderno che si può raggiungere sia da Bornico che da Maclino attraverso il sentiero della Sacca. E’ posta al confine con il comune di Gardone Riviera e si trova ai piedi del monte Lavino. Nel 1623 un devoto donava il terreno per costruire la chiesetta che è stata dedicata a San Carlo e nella quale furono poste le reliquie di san Carlo Borromeo e di San Prospero. In questa piccola frazione sono rimaste ancora le tracce della coltivazione dei limoni particolarmente curata in questa zona protetta dai venti.



giovedì 3 dicembre 2015

RICORDO DI UNA MANIFESTAZIONE RELIGIOSA SVOLTASI A SALO'



Oltre mezzo secolo fa, e precisamente dal 6  all’11 ottobre 1953, la città di Salò ha voluto festeggiare solennemente  il quinto centenario della costruzione del Duomo.
            Per l’organizzazione dei grandiosi festeggiamenti si costituì un Comitato d’Onore presieduto dal Presidente del Consiglio Pella, mentre alla presidenza di quello esecutivo fu  nominato il sig. Antonio Filippini.
            Questa celebrazione oltre che nel Duomo, si svolse sullo specchio d’acqua prospiciente la Piazza della Vittoria. Fu quindi predisposto un apposito regolamento per la partecipazione ad un grande concorso per barconi, motoscafi, barche e chiatte che dovevano sfilare nel golfo di Salò nella “notte d’incanto” dell’11 ottobre, giorno di chiusura dei festeggiamenti. Naturalmente al centro di questa manifestazione fu allestita la “nave eucaristica” o “bucintoro”, quest’ultima denominazione si riferisce alle antiche navi da parata usate a Venezia dal Doge in occasione di solenni cerimonie. Sulla motonave Ticino che la Navigarda cedette per l’occasione e che fu adeguatamente addobbata ed illuminata e al centro fu allestito un grande altare. A questi grandi cerimonie, oltre al Vescovo di Brescia Mons. Giacinto Tredici e numerose altre autorità civili e religiose partecipò ache il Cardinale Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII, che sabato 19 ottobre prese la parola. Il Cardinale Roncalli era legato alla Riviera del Garda in quanto amico dei F.lli Ignazio e Giuseppe Maffizzoli che finanziarono la costruzione dell’oratorio di Toscolano denominato “Casa per i figli del popolo”, che il futuro Papa  venne a visitare nel 1925.
            In occasione della grande festa fu anche prevista una gara sportiva denominata”Circuito del Garda” che doveva svolgersi in bicicletta ed alla quale avrebbero dovuto partecipare i corridori Bartali, Coppi ed altri assi dell’epoca, se il cattivo tempo non avesse costretto a sospenderla.
            Per partecipare alla grande sfilata della “notte d’incanto” dell’11 ottobre, da Toscolano partirono per Salò una numerosa schiera di barche pavesate e trainate da due rimorchiatori della Cartiera Beniamino Donzelli: il “Concordia” ed il “Lina”, anch’essi addobbati e gremiti di fedeli. Giunti a Maderno dove i balconi della case prospicienti il lago erano adornati come per il passaggio di una processione, il corteo delle barche fece il giro del golfo per poi proseguire per Salò dove si aggiunsero a quelli allestiti localmente per chiudere degnamente questa serata alla quale assisterono oltre ventimila persone..
            Ho potuto ricostruire questo grande avvenimento religioso grazie alla disponibilità, data a suo tempo, di foto concessa gentilmente dal sig. Mario Zambiasi di Toscolano ed alle notizie di questa vicenda descritte dall’amico (ora scomparso) Mario Ebranati di Salò nell’opuscolo “Salò – fede, arte, curiosità edito dalla Pavoniana di Brescia nel 1976.


   

domenica 15 novembre 2015

QUANDO TOSCOLANO-MADERNO ERA UN PAESE AGRICOLO





La foto sopra riprodotta, risalente alla fine dell’800, ci mostra come il promontorio di Toscolano-Maderno, e non solo quello, era quasi completamente coperto da un grande uliveto. Subito dopo la seconda guerra iniziarono a sorgere, prima piccole casette, e poi grandi  edifici e alberghi che ora hanno coperto e cementificato quasi tutto il territorio. Quindi da un paese semiagricolo e parzialmente di pescatori (le cartiere si trovavano quasi tutte nella valle) si è trasformato in turistico. Le foto sottostanti  ci fanno vedere il cambiamento avvenuto negli ultimi anni.







sabato 7 novembre 2015

LA CHIESETTA DI S.MARIA IMMACOLATA AL PROMONTORIO



La bella chiesetta dedicata a S.Maria Immacolata, situata al Promontorio di Maderno di proprietà della Famiglia Bonaspetti, custodisce dei bellissimi affreschi del pittore GIOVANNI ANTONIO GUADAGNINI. nato ad Esine in Valcamonica il 1.1.1817 e morto ad Arzago D’Adda (BG) il 7.6.1900. All’Accademia di Bergamo fu allievo del Prof.Giuseppe Diotti, noto pittore neoclassico cremonese e ne seguì le orme. Nella sua carriera dipinse 28 fra disegni e cartoni, 30 pale d’altare, 112 fra bozzetti e olii su tela, sette autoritratti e 340 affreschi prevalentemente in chiese .
Per questa sua attività “trascorre metà della sua vita sui trabiccoli nelle chiese, e da un luogo all’altro si sposta per lo più in diligenza” scrive Giannetto Valzelli nel suo libro “Antonio Guadagnini” edito dal Comune e dalla Biblioteca di Esine nel 1991 dal quale ho tratto queste notizie. Svolse la sua opera specialmente nella nativa Valcamonica e nella provincia di Bergamo. Uno dei suoi importanti capolavori rimane la cappella del Crocifisso nella Cattedrale di Bergamo, insieme agli affreschi della chiesa di Sant’Alessandro in Milano. Nel 1863, anno di costruzione della chiesetta al Promontorio, conclusi gli affreschi a Bergamo, inizia quelli della Parrocchiale di Cimbergo e si trasferisce a Maderno per dare inizio alle sue opere. All’ingresso della chiesetta dedicata a S.Maria Immacolata si legge:”A Maria Immacolata quest’oratorio eressero, dedicarono i F.lli Franceschini a conforto del loro dolore a perenne memoria e suffragio dei piissimi  genitori Antonio e Santa Magrograssi l’anno 1863.  I dodici affreschi, restaurati anni fa dal Prof .Bottoli a seguito di un’infiltrazione d’acqua, sono  incorniciati da una decorazione di stucchi dorati  e sono così distribuiti: nella medaglia sull’abside l’Assunzione con quattro angioletti, sulle due lunette sottostanti l’Annunciazione e l’Educazione di Maria Bambina.
Nella volta della navata, ad accompagnare l’ovale dell’Incoronazione della Vergine Maria, in successione a sinistra quattro mandorle esagonali rappresentanti Santa Teresa, San Luigi Gonzaga, San Filippo Neri e Santa Lucia,  altrettante a destra in cui figurano San Vincenzo, Santa Maria Maddalena, Sant’Apollonia e San Bartolomeo.
Si dice che i nomi degli otto Santi elencati e dipinti dal Guadagnini corrispondano a quelli di altrettanti componenti della famiglia Franceschini che era imparentata con i Bonaspetti.
Il Valzelli nel suo volume sull’artista commenta così quest’opera: “Di un' effusione del tutto calda, con accensioni desunte dal Tiepolo, l’Oratorio a co del promontorio di Maderno, quasi che il Garda vi abbia rovesciato dentro il suo vivido umore: il Guadagnini ne fa uno scrigno di gaudiosa contemplanza, gli otto Santi delineati di spicco nel brio deciso della caratterizzazione.”
Sopra l’altare si può invece ammirare una pala d’altare che fu attribuita erroneamente al fasanese G.B.Podestà, che riproduce la Madonna attorniata dai Santi Antonio e Agnese, ma che invece la Dott.ssa Chiara Almici, figlia di una Bonaspetti, ha accertato che l’autore di questa pala d’altare è Francesco Podesti , nato ad Ancona nel 1800 e morto a Roma nel 1895, e non al fasanese G.B. Podestà. Lo stesso Podesti è anche l’autore degli affreschi della sala dell’Immacolata al Vaticano. Questa precisazione è avvenuta il 21.11.2011 presso la Sala consiliare di palazzo Benamati sempre a cura della Dott.ssa Chiara Almici la cui chiesetta appartiene alla sua famiglia.

Si racconta che questa pala sia giunta a Maderno, proveniente da Desenzano, con il battello e che, nel bel mezzo della navigazione, il natante dovette affrontare un furioso ed improvviso temporale da mettere in serio pericolo la vita dei passeggeri che riuscirono poi a giungere felicemente a destinazione. Lo scampato pericolo venne attribuito alla presenza del quadro della Madonna, per cui, alcuni “beneficiati”, hanno ritenuto doveroso offrire degli ex voto alla chiesetta dove fu posto il quadro.


                                            La pala del'altare del pittore Francesco PODESTI



lunedì 26 ottobre 2015

1937 - NUOVO EDIFICIO SCOLASTICO A TOSCOLANO-MADERNO




         Con la costituzione nel nuovo comune di Toscolano-Maderno, avvenuta il 14 giugno 1928 con Regio Decreto n°1527, si rese necessario istituire un unico edificio  scolastico che fu costruito su un terreno agricolo adiacente alla nuova sede Comunale (ex villa di Ettore Bianchi) tra via Cavour e Via Solino, ex territorio di Maderno.
            In questo nuovo edificio furono trasferiti tutti gli alunni delle scuole elementari di Maderno e Toscolano (io personalmente, per ultimo, a Maderno feci la quinta elementare ancora presso la Scuola di Via Benamati). Gli alunni delle frazioni di Maderno e Toscolano continuarono,invece, per alcuni anni a proseguire gli studi presso locali che il Comune aveva preso in affitto nelle frazioni a tale scopo.
            Sono in possesso di un documento ufficiale diramato l’1.11.1937 dal Partito Nazionale Fascista locale con il quale vengono dati gli ordini di servizio per lo svolgimento della cerimonia dell’inaugurazione del nuovo edificio scolastico fissata per giovedì 4 novembre 1937 (XVI Era Fascista), alle ore 16,30. Ad esso  parteciparono, oltre le autorità locali, anche quelle politiche della provincia ed i dirigenti delle Organizzazioni del Regime.
            Da questo documento chiamato “Ordine di servizio” viene disposto che.
1  - L’ammassamento di tutte le Organizzazioni avrà luogo sul Piazzale antistante al nuovo edificio.
2 -  Le Organizzazioni si porteranno sul luogo di ammassamento inquadrate militarmente ed in 
       Corteo partendo dai luoghi di concentramento.
3 -  Sono fissati quattro luoghi di concentramento e precisamente:
       MADERNO –Piazza V.E. – Organizzazioni di Maderno e Montemaderno
       TOSCOLANO – Piazzetta Bernini –Organizzazioni maschili di Toscolano e Frazioni
 Ponte – Organizzazioni Femminili
                                    Campo sportivo – Gioventù Italiana del Littorio dell’intero Comune, escluse
                                      le Giovani Fasciste che si riuniranno al Ponte.
4 – Comanderà il concentramento e dirigerà il corteo delle Organizzazioni di Maderno il fascista                      (omissis): quello di Toscolano: Piazzetta Bernini il Fascista (omissis) – del Ponte la fascista (omissis)- del campo sportivo, l’asp. S.C.M. (omissis)
5 -  Tutti i Capi Associazione ed i Comandanti delle diverse formazioni dovranno ottemperare con                               disciplina fascista agli ordini del Capo concentramento
6 – L’ammassamento delle Organizzazioni nei quattro luoghi di concentramento dovrà essere
       ultimato alle ore 15,45, ora in cui i due cortei dovranno mettersi in movimento.
7. – L’ordine di precedenza nel corteo sarà il seguente: Piccole italiane – Giovani italiane – Giovani 
       Fascisti – Balilla – Avanguardisti – Giovani Fascisti –Donne Fasciste –Massaie rurali – Musica         
       Fascisti – Mutilati – Combattenti – Carabinieri in congedo – Bersaglieri – Alpini – Sindacati
       Industria – Sindacati Agricoltura – Sindacati Commercio – Dopolavoro.
8 -  Arrivando sul Piazzale delle Scuole tutte le formazioni si disporranno a reparti affiancati al
       posto designato come figura nell’allegata piantina.
9 -  Tutti i reparti dovranno essere inquadrati militarmente in formazione ternaria ed alla testa dovrà
       essere posto il gagliardetto scortato da due alfieri: ciascun Comandante dovrà stare sulla stessa
       linea di questa terziglia al lato destro del reparto.
10- Quando le Autorità passeranno davanti a ciascuna formazione, mentre il Comandante darà il
       Saluto al Duce salutando romanamente, il porta fiamma abbasserà l’insegna e gli Organizzatori
       Risponderanno “A Noi!” senza alzare il braccio.
11- Appena tutte le formazioni saranno schierate ogni Capo Associazione o Dirigente di reparto
       consegnerà  al sottoscritto che comanderà l’intero ammassamento, l’allegato modulo compilato
       e firmato, indicando la forza del proprio reparto presente all’adunata.
12- La cerimonia si svolgerà nel seguente ordine:
          a) arrivo delle Autorità al Palazzo Municipale ricevute dal Podestà e dal Segretario del Fascio
          b) rivista allo schieramento: quando il gruppo delle Autorità entrerà nel  Piazzale verrà
              lanciato a mezzo degli altoparlanti un “eja” al quale tutti risponderanno con un poderoso
              “alalà” alzando contemporaneamente il braccio nel saluto romano e subito ribassandolo.
         c) alla rivista seguiranno le diverse cerimonie in programma;
         d) dopo che le Autorità, passando nuovamente davanti allo schieramento si  saranno                                          allontanate, a mezzo degli altoparlanti verrà comandato il “Saluto al Duce” e verranno quindi                      impartiti  gli ordini per lo scioglimento dell’ammassamento.
13 – L’ordine di precedenza per l’inquadramento degli iscritti nelle diverse Associazioni è il
        seguente: Musica – Milizia – Fascisti – Mutilati - Combattenti – Associazioni d’arma –
         Dopolavoro – Sindacati. Per le donne è il seguente: Fasciste – Massaie rurali – Sindacati.
         La Milizia è esonerata dal partecipare ai Cortei e si recherà per le ore 16 sul viale che dal
         Municipio porta al Palazzo Scolastico.
14 -   Ogni dirigente di Associazione dovrà fare l’appello dei propri dipendenti inviandomi entro
         sabato 6 corr. L’elenco nominativo degli assenti ingiustificati  e con a fianco di ciascun nome
         indicato anche l’indirizzo preciso.
         E’ molto chiaro che io esigo l’intervento in massa di tutti gli Organizzati del Comune e gli
         eventuali assenti si troveranno di fronte alla responsabilità del loro atto che sarà a dimostra_
         zione di scarso spirito patriottico e fascista.
15-   Le presenti disposizioni dovranno essere portate a conoscenza di tutti gli Organizzati dipen=
         denti da ciascun Capo Associazione o Comandante di reparto.

                                                                     ==========

            Dopo soli sei anni questo edificio divenne famoso perché fu scelto dalla Repubblica Sociale Italiana costituitasi sulla Riviera del Garda, come uno dei più importanti edifici istituzionali della Repubblica stessa cioè il Ministero dell’Interno (ottobre 1943-aprile 1944).
            Il primo lavoro che fecero i ministeriali della R.S.I. fu quello di mimetizzare le pareti esterne dell’edificio per renderlo meno visibile agli attacchi aerei degli alleati, lasciando invece.intatti gli stemmi dei comuni di Maderno e Toscolano dipinti a suo tempo da mio padre Giovanni, che si trovano in alto sulla facciata principale.
            Nel suo interno, oltre agli Uffici Amministrativi, stabilì il suo personale ufficio l’allora ministro dell’interno Guidi Buffarini Guido che vi rimase fino al 21.2.1945, data della sua sostituzione con Valerio Paolo Zerbino che vi rimase fino alla data della liberazione (aprile 1945) Entrambi furono poi fucilati dai partigiani: Buffarini il 31.5.1945 a Milano e Zerbino il 28.4.1945 a Dongo unitamente agli altri gerarchi.
            Al piano seminterrato avevano invece i loro uffici due altri importanti personaggi politici e militari. Il famoso generale tedesco Kappler ed il Capo della Polizia della R.S.I. Montagna.
            Dopo lo scioglimento della R.S.I. (Aprile 1945) tutti abbandonarono gli uffici lasciando i documenti sparsi sui pavimenti mentre la gente entrava liberamente negli uffici. L’edificio rimase piuttosto malconcio per cui il Comune, con  i modesti mezzi finanziari disponibili, cercò di renderlo nuovamente agibile per l’uso scolastico.
            Nel 1951, in seguito alla grande alluvione del Polesine che costrinse numerosi cittadini ad evacuare, ospitò per diversi mesi, al piano interrato, un centinaio di questi profughi trasformandolo in un grande dormitorio e usufruendo della cucina esistente.
            Successivamente questi locali furono adibiti alla nuova scuola Media che, dopo diversi anni, si trasferì all’Istituto S.Cuore di Maderno fino a quando non fu completata la costruzione a Toscolano di un apposito edificio scolastico, dove venne definitivamente trasferita..


23.10.2015                                                                                        ANDREA DE ROSSI

martedì 20 ottobre 2015

COSTITUZIONE DEL COMUNE DI TOSCOLANO-MADERNO


 L’attuale comune di Toscolano-Maderno, costituito con Regio Decreto 14 giugno 1928 n.1527, che viene riprodotto qui sotto, costituisce la fusione dei due comuni di Maderno e Toscolano esistenti da tempo immemorabile.
 In quel tempo, per ragioni economiche lo Stato abolì i piccoli comuni unendoli ad altri confinanti per costituirne uno solo.
            Ecco l’elenco dei numerosi amministratori che si susseguirono dal 1928 in poi, compresi i due Commissari Prefettizi nominati dalle autorità della R.S.I. dal 1943 al 1945.
 Il Commissario Prefettizio è un organo monocratico di amministratore straordinario del comune o della provincia, nominato in seguito allo scioglimento del Consiglio com.le o prov.le, che ha il compito di amministrare l’ente fino all’elezione del nuovo consiglio e del nuovo Sindaco o Presidente Provincia:

dal 1928 al 1929     -  Podestà      Rag.Giovanni Bonaspetti
dal 1930 al 1931     -      “             Cav.Ettore Bianchi
dal 1932 al 1935     -      “             Cav.G.Battista Ciscato
dal 1936 al 1937     -      “             Sig. Angelo Elena
dal  1938 al 1943    -      “             Dr, Pier Luigi Valdini
 nel  1944             Commiss.Pref.  Dott  Ezio Careri
Aprile-Nov.1944  Commiss.Pref:  Camillo  Andreana
dal 1944 al 1945             “       “    Dott. Aristodemo Bevilacqua
dal 1945 al 1946         Sindaco      Avv. Guido Ragozzi
dal 1947 al 1951             “             Ing, Carlo Benedetti
dal 1952 al 1956             “             Sig. Giuseppe Bompani
dal  1956 al 1960            “             Avv.Ignazio Maffizzoli
dal 1960                          “             Cav. Nino Gaoso
dal 1961 al 1970             “             Sig. Ruggero Manfredi
dal 1970 al 1975             “             Rag. Gian Franco Cavallini
dal 1976 al 1980             “             Sig. Ruggero Manfredi
dal 1981 al 1985             “             Prof.Marco Manfredi
dal 1986 al 1990             “             Sig. Attilio Apollonio
dal 1991 al 1994             “             Prof.Marco Manfredi
dal 1994 al 1998       Sindaco        Ing. Silvano Boni
dal 1999 al 2008             “             Ing.Paolo Elena
dal 2008 al 2013             "             Sig. Roberto  Righettini
dal 2013 al                      “             Sig.ra Delia Castellini